In alcune feste tradizionali spagnole si rinuncia alla rappresentazione di Maometto per paura di ''offendere l'Islam''

03 ottobre 2006

E dopo la Germania, con la sospensione dell'Idomeneo di Mozart dalla stagione lirica invernale dell'Opera di Berlino (leggi), tocca al folklore spagnolo. La paura di offendere l'Islam sembra stia prendendo campo sempre di più e memori di quello che è successo con le vignette satiriche danesi su Maometto e i costumi musulmani, i Paesi europei preferiscono rinunciare ad alcune ''espressioni'' che potrebbero urtare la ''delicata'' sensibilità di un certo Islam.

In Spagna, quindi, ci si è preoccupati di celebrare le vittorie cristiane contro gli invasori arabi ma senza offendere l'islam e il profeta Maometto. E' questa la scelta fatta dagli organizzatori delle ''Fiestas de Moros y Cristianos'', celebrazioni tipiche di varie regioni della Spagna, che risalgono al tempo della Reconquista, ovvero la cacciata dei mori dalla penisola iberica, cominciata nel 700 e culminata nel 1492.
Nel corso di queste manifestazioni, durante le quali vengono rievocate le antiche battaglie con parate e sfilate in costume, la parte dei ''cattivi'' la fanno appunto le armate moresche che per secoli avevano spadroneggiato in Spagna e Portogallo. Le polemiche sulle vignette satiriche che ricordavamo pocanzi, e ancora di più lo scontro diplomatico-religioso scatenato dalle parole di papa Benedetto XVI a Ratisbona, hanno però suggerito di adottare toni più soft nella descrizione degli eserciti arabi.

Diversi comuni della regione di Valencia hanno optato per una celebrazione ''light'', che non offendesse la sensibilità della comunità islamica, pur nel rispetto della tradizione. Come riferisce il quotidiano spagnolo El Mundo, i comuni di Bocairent, Beneixama, Banyeres de Mariola e Alcoi hanno deciso di eliminare l'ultima parte della festa in costume, nella quale - ultimata la Reconquista - l'effigie del Profeta veniva bruciata o gettata dalle mura della rocca (o, nel caso di Bocairent, entrambi). Alcoi, che celebrava il 750esimo anniversario della sua fondazione, è andata oltre, ricorrendo alla mimetizzazione floreale per rendere meno bellicosa la statua di San Giorgio, patrono della città, che viene raffigurato nella scultura portata in solenne processione mentre fa strage di mori.
La paura del radicalismo islamico e il timore di offendere le comunità musulmane che vivono in Spagna hanno certo avuto un ruolo nelle decisioni più recenti. Ma è stato già a partire dal Concilio Vaticano II, che ha lanciato l'ecumenismo e il dialogo tra le religioni, che in diverse città si è incominciato a rinunciare all'uso dell'immagine di Maometto e, comunque, all'atto finale della sua distruzione. Le ultime tensioni hanno convinto al passo indietro anche quelle città che ancora mantenevano in vita il vecchio ''copione''.

 

 

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03 ottobre 2006

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