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Io e te

Il ritorno di Bernardo Bertolucci alla sua più pura vena di poeta

26 ottobre 2012

Noi vi consigliamo...
IO E TE
di Bernardo Bertolucci

Lorenzo è un adolescente solitario e problematico, che vive un rapporto conflittuale con la famiglia e con il mondo che lo circonda. E il suo desiderio di estraniarsi dalla quotidianità che lo opprime sta per diventare realtà: infatti, invece di partire per la settimana bianca insieme ai suoi compagni di scuola, Lorenzo ha deciso di nascondersi e passare l'intero periodo nascosto in cantina, lasciando fuori il mondo e le sue regole. Il suo piano è perfetto, ma a mandare all'aria tutto sarà l'arrivo della sorellastra Olivia, una 25enne ribelle e vivace, che con il proprio bagaglio di problemi sconvolgerà il microcosmo di Lorenzo...

Anno 2011
Nazione Italia
Produzione Fiction e Mario Gianani per WildSide in collaborazione con Medusa Film
Distribuzione Medusa
Durata 97'
Regia Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura Niccolò Ammaniti, Umberto Contarello, Francesca Marciano e Bernardo Bertolucci
Tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti
Con Jacopo Olmo Antinori, Tea Falco, Sonia Bergamasco, Veronica Lazar, Pippo Delbono
Genere Drammatico


In collaborazione con Filmtrailer.com

La critica
"Bernardo Bertolucci racconta con delicatezza rara il dolore e la confusione di due ragazzi. Lui è Lorenzo, un quattordicenne musone che dice all’amorevole mamma che andrà in settimana bianca e invece, carico di porcherie alimentari, si nasconde in quella specie di grotta del tesoro che è la cantina di casa (in compagnia del pc e di un libro di vampiri). La bella vacanza viene interrotta da Olivia, 25anni, molto bella, un groviglio di rancori (hanno in comune il padre), scesa in cantina perché non sa dove andare, senza soldi e senza la droga di cui ha bisogno. Lui la vive come un invasore, un rivale, una vittima. Eppure, è la loro immensa solitudine, così diversa, a riconciliarli, a fare di loro, finalmente fratello e sorella: Lorenzo assiste Olivia squassata dall'astinenza, si addormentano con le mani intrecciate. Prima di tornare alle loro vite, ballano abbracciati come naufraghi, con la struggente canzone di David Bowie Space Oddity, cantata anche con le parole italiane di Mogol, Ragazzo solo, ragazza sola. Tratto dal romanzo di Ammaniti, il film porta alla commozione, con i due protagonisti attori debuttanti."
Roberto Nepoti, "la Repubblica"

"(…) Come nel romanzo di Ammaniti, che ha partecipato alla sceneggiatura, Lorenzo è uno di quei quattordicenni foruncolosi che, attraversando la famosa età ingrata, sono insopportabili; cupo, ribelle, solitario, non ha amici e allo psicanalista, da cui lo mandano i genitori preoccupati, esprime la sua indifferenza verso tutto. Per separarsi dal mondo, tiene sempre gli auricolari che gli trasmettono rock fracassone, e mentendo alla madre, anziché andare con la scuola alla settimana bianca, si chiude nella cantina di casa, grande, polverosa, sporca, ma anche piena di sorprese; un vecchio divano, un mobile bar fuori moda, un armadio pieno di abiti, un orrendo cane di ceramica, una latrina lurida, un paio di abat-jour. Un rifugio misterioso e quasi magico, in cui per qualche giorno sarà finalmente solo: non gli mancherà nulla, perché si è portato tutto il necessario, carciofini sott’olio, computer, Coca-Cola, libri sugli insetti e romanzi di vampiri, magliette di ricambio, in più, per compagnia, un formicaio chiuso in una teca. Ma in quel regno tutto suo, dove non dovrà confrontarsi con gli altri, irrompe una notte una ventata rabbiosa di vita: la bella sorellastra Olivia, 25 anni, dentro una lunga pelliccia nera, i lunghi biondi capelli scomposti, violenta, imperiosa, disperata. Si conoscono poco, forse si detestano, hanno in comune un padre che ha lasciato la madre di lei per sposare quella di lui. Lorenzo non la vuole, lei non sa dove andare. È una tossica in astinenza, sta malissimo: lui e lei, due solitudini, ma a contatto con quella sofferenza crudele del corpo e dello spirito, al bisogno di aiuto di quella sconosciuta sorella, il ragazzino dal viso duro e chiuso, convinto di avere un cuore di pietra, accetta la sua fragilità, un puro sentimento di affetto e fratellanza. C’è alla fine una scena commovente, quando Lorenzo e Olivia ballano insieme, abbracciati, al suono di quella bella canzone che è Space Oddity, cantata in italiano da David Bowie (…)"
Natalia Aspesi, "la Repubblica"

"Io e te (….) può esse considerato il ritorno di Bernardo Bertolucci alla sua più pura vena di poeta, di imbastitore di immagini fra realtà e fantasia. Con sicurezza e levità il regista entra nelle pieghe del romanzo breve di Niccolò Ammaniti, inscenando un dramma a porte chiuse che ha il sapore intimo di una ballata adolescenziale."
Alessandra Levantesi Kezich, "La Stampa"

"Io e te che segna il ritorno di Bernardo Bertolucci dietro la macchina da presa, nove anni dopo The Dreamers. L’omonimo romanzo di Niccolò Ammanniti raccontava la fuga di un quattordicenne che si chiude in cantina invece di andare a sciare coi compagni e la cui solitudine viene disturbata dall’irruzione della sorellastra drogata e sbandata (…) Bertolucci gira con ritrovata gioia e sorprendente linearità (almeno per il proprio stile passato) un piccolo grande inno alla voglia di vivere e di guardare in faccia i limiti."
Paolo Mereghetti, "Il Corriere della Sera"

"Bernardo Bertolucci non sembra preoccuparsi di shockare o disturbare. Al contrario. Tratta la storia con una delicatezza che gli dà profondità (…) Bernardo Bertolucci(…) ha conservato una freschezza inaspettata."
Thomas Sotinel, "Le Monde"

"Lo spirito della nuova ondata rivive (anche se in forma apolitica) nel settantaduenne Bernardo Bertolucci nel suo nuovo film (…) è l’ incontro tra un ragazzino e una ragazza più grande, che si trovano a dover condividere un seminterrato angusto che non possono lasciare per una settimana. Ci sono risonanze con il regista di The Dreamers, il suo adattamento del romanzo di Gilbert Adair, e forse anche con Ultimo tango a Parigi (…) Bertolucci, e i suoi attori Antinori e Falco,riescono a delineare il rapporto crescente e commovente che si sviluppa tra la coppia: non proprio amici , non amanti, forse nemmeno fratellastri - ma strani alleati contro tutta l'infelicità che questo mondo può buttare addosso loro. Vi è un grande momento quando Olivia inizia a cantare David Bowie nella versione italiana di Space Oddity, Ragazzo Solo, Ragazza Sola (Lonely Boy, Lonely Girl), e in qualche modo questa musica contribuisce al senso che, anche se forte e vivace, questo film del 2012 si sarebbe potuto fare anche 40 anni fa. Il freezeframe finale è forse un cenno di Truffaut (…) Questo film spiritoso e potente ha dimostrato a Cannes che Bertolucci è ancora una forza da non sottovalutare."
Peter Bradshaw, "The Guardian"

Realizzato in associazione con Intesa San paolo S.p.a. e con il sostegno della Regione Lazio - Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo - Fuori concorso 65/mo Festival di Cannes (2012).

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26 ottobre 2012
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