La 60^ Mostra del Cinema di Venezia

Cinque i film italiani in concorso e, attesissima, l'ultima opera di Bernardo Bertolucci

25 agosto 2003
Come sempre la visione d'insieme del cartellone della Mostra di Venezia fa oscillare tra eccitazione e smarrimento: tantissimi i titoli, molte le suggestioni e le attese, qualche delusione per mancati arrivi e la curiosità di scoprire il capolavoro ancora inedito. Ecco una piccola guida per destreggiarsi tra eventi annunciati e curiosità da cinefili.

Sono venti i film del concorso e portano in bella evidenza un'Europa ritornata a parlare con le sue tante lingue e cinematografie spesso ignorate nell'ultimo periodo dai grandi percorsi dei festival internazionali. A fianco di una generazione di maestri consacrati a cui appartengono senz'altro l'italiano Marco Bellocchio, il francese Jacques Doillon che ha girato in Marocco, l'israeliano Amos Gitai, il portoghese Manoel de Oliveira, la tedesca Margarethe von Trotta e l'inglese Michael Winterbottom, si affacciano nuovi talenti che parlano jugoslavo come Srdjan Karanovic, il francese come Bruno Dumont o Noemie Lvovsky, l'italiano come Paolo Benvenuti e Edoardo Winspeare.

Altra novità da segnalare è che l'Asia, il cui cinema era dato per perduto a causa di un'epidemia capace di isolare un intero continente dal resto del mondo, porta in concorso invece due dei suoi talenti più attesi come il giapponese Takeshi Kitano e il taiwanese Tsai-Ming Liang. I puristi potrebbero obiettare che per un solo film americano in competizione, peraltro firmato da un iberico come Gonzales Inarritu, sono tantissimi quelli fuori concorso. Ma questa non è una novità e sempre più spesso, per giudicare il lavoro di un direttore di Festival, è necessario guardare all'intero menu da lui imbandito piuttosto che alle singole sezioni del programma.

Altrimenti capita che anche nel giudizio su Venezia 2003 una sezione nominalmente alternativa come ''Controcorrente'' prometta più del concorso ufficiale. A ''Controcorrente'' infatti si sprecano i nomi famosi da Sofia Coppola a Lars von Trier, da Goutam Ghose a Ciprì & Maresco fino agli iraniani Jalili e Payami e ai veterani Raoul Ruiz, John Sayles e Peter Greenaway. Difficile giudicare sulla carta quante delle promesse saranno mantenute e quante delle scoperte che il direttore Moritz de Hadeln garantisce risulteranno veramente tali. Chi ha memoria dell'ultimo Festival di Cannes sa bene che la distanza critica tra attese e risultati può rivelarsi dolorosa.

E quindi allo stesso modo, nel fare un bilancio preventivo della prossima Mostra di Venezia è opportuno non dolersi troppo delle assenze annunciate (Tarantino, Bergman, Angelopoulos, Virzì) perchè è assai probabile che il giorno di chiusura di Venezia il bilancio risulti radicalmente diverso dalle indiscrezioni della vigilia. E' facile invece garantire che alla Mostra non mancheranno divi famosi e grandi interpreti tra Sean Penn e George Clooney, da Maya Sansa a Luigi Lo Cascio, da Catherine Deneuve a Tim Robbins, da Omar Sharif a Antonio Banderas, da Nicolas Cage a Woody Allen fino a Catherine Zeta-Jones e Nicole Kidman.

In buona sintesi, almeno ad ascoltare i bene informati, sarà una bella edizione della Mostra in cui l'Italia rafforza il suo ruolo di ''potenza emergente'' senza imporre l'arroganza del padrone di casa visto che si limita a tre film in concorso, due a ''Controcorrente'' più l'atteso ritorno di Bernardo Bertolucci fuori concorso.
Appare certo, nel diluvio di titoli e autori sconosciuti selezionati per l'occasione e' che si impone una via italiana al documentario, genere da tempo abbandonato ed ora riscoperto con reale passione dai piu' giovani talenti ai cineasti affermati come Wilma Labate o Giuseppe Piccioni o Vincenzo Marra. Questa si annuncia davvero come la novità dell'anno, almeno nell'ottica italiana, e potrebbe essere una buona ragione per far passare alla storia il cartellone della 60/a Mostra, capace di guardare al nuovo senza trascurare i valori della memoria come dimostrano il Leone d'oro a Dino de Laurentiis, il Premio Pasinetti assegnato dai giornalisti cinematografici a Luciano Emmer, il Premio Bianchi che andra' a Nino Manfredi e la grande retrospettiva ''L'industria dei prototipi'' dedicata ai produttori italiani del tempo che fu.

La Mostra sarà inaugurata dal film, fuori concorso, in anteprima mondiale, di Woody Allen.


Leone d’oro alla carriera a Dino De Laurentiis
Non sarà probabilmente l'unico Leone d'oro alla carriera della 60/a Mostra di Venezia, ma è ufficiale che il grande produttore italiano Dino De Laurentiis verrà omaggiato alla Mostra con il riconoscimento per l'opera di una vita e come sicuro punto di riferimento della grande retrospettiva di quest'anno dedicata a otto ''mogul'' dell'industria italiana fra gli anni Quaranta e gli anni Settanta.

''E' un giovanotto ancora molto attivo - ha commentato scherzosamente il direttore della Mostra, Moritz de Hadeln - che al momento sta lavorando a quattro grandi produzioni tra cui 'Alessandro Magno' e 'L'infanzia di Hannibal'. Con lui intendiamo omaggiare una categoria che ha fatto grande il cinema italiano e che per fortuna sta trovando giovani e dinamici eredi''. Nel corso della conferenza stampa odierna, il direttore della mostra ha anche ipotizzato la decisione di qualche altro Leone d'oro alla carriera che spetterà al Consiglio di amministrazione della Biennale deliberare nelle prossime settimane. Top secret sui nomi possibili, italiani o stranieri.


Tutti i film di Venezia 60

Il miracolo di Edoardo Winspeare (Italia)
Buongiorno notte di Marco Bellocchio (Italia)
Segreti di Stato di Paolo Benvenuti (Italia)
21 Grams di Alejandro Gonzales Inarritu (Usa)
Imagining Argentina di Christopher Hampton (Argentina)
Rosenstrasse di Margarethe von Trotta (Germania)
Un filme falado di Manoel De Oliveira (Portogallo)
Loving Glances di Srdjan Karanovic (Serbia)
A Good Lawyer's Wife di Sangsoo Im (Corea)
Pornografia di Jan Jakub Kolski (Polonia)
Alila di Amos Gitai (Israele)
Code 46 di Michael Winterbottom (Gran Bretagna)
29 Palms di Bruno Dumont (Francia)
Les Sentiments di Noémie Lvovsky (Francia)
Raja di Jacques Doillon (Francia)
Le Cerf-volant di Randa Chahal Sabag (Libano/Francia)
The Return di Andrei Zvyagintsev (Russia)
Zatoichi di Takeshi Kitano (Giappone)
Goodbye Dragon Inn di Tsai Ming Liang (Cina)
Floating Landscape di Carol Lai (Cina)

Sezione CONTROCORRENTE

Liberi di Gianluca Maria Tavarelli (Italia)
Il ritorno di Cagliostro di Ciprì e Maresco (Italia)
Last Life in the Universe di Pen-Ek Ratanaruang (Tailandia)
Lost in Translation di Sofia Coppola (USA)
Pitons di Laila Pakalnina (Lituania)
Fango di Dervis Zaim (Italia/Cipro)
Antenna di Kazuyoshi Kumakiri (Giappone)
Abjad di Abolfazl Jalili (Iran)
Une place parmi les vivants di Raoul Ruiz (Francia)
Fem Benspaend di Lars von Trier- Jorgen Leth (Danimarca)
La Quimera de los Heroes di Daniel Rosenfeld (Argentina)
Le soleil assassiné di Abdelkrim Bahloul (Francia)
Schultze gets the Blues di Michael Schorr (Germania)
Silence Between Two Thoughts di Babak Payami (Iran)
La casa de Los Babys di John Sayles (USA)
Travellers and Magicians di Khyentse Norbu (Bhutan-Gran Bretagna)
Vodka Lemon di Hiner Saleem (Armenia-Francia-Italia)
Abar Arannye di Goutam Ghose (India)

Evento speciale: Le valigie di Tulse Luper di Peter Greenaway

Fuori concorso
Anything Else di Woody Allen
The Human Stain di Robert Benton
The Dreamers di Bernardo Bertolucci
Intolerable Cruelty di Joel e Ethan Coen
Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran di François Dupeyron
Le Divorce di James Ivory
Coffee and Cigarettes di Jim Jarmush
The League of Extraordinary Gentlemen di Stephen Norrington
Once Upon a Time in Mexico di Robert Rodridriguez
Matchstick Men di Ridley Scott


Sezione Nuovi Territori 
 
Eventi speciali
Non-fiction

The Agronomist di Jonathan Demme
Persona non grata di Oliver Stone 
Fiction
The Saddest Music in the World di Guy Maddin
Isabella Rossellini, Maria de Medeiros, Mark McKinney

Lungometraggi fiction
Pequeña paloma blanca (The Dove) di Christian Barbe
Kait errouh (Threads) di Hakim Belabbes
Poslednij poesd' (The Last Train) di Aleksej German Jr.
Vibrator di Hiroki Ryuichi
L'ultimo piano di Paolo Scarfò 
Le dernier des immobiles (Il volo dell'ancora) di Nicola Sornaga
Fame chimica di Paolo Vari, Antonio Bocola 
Lungometraggi non-fiction 
Mattatoio di AKAB
L'uomo segreto di Nino Bizzarri 
Retour à Kotelnitch di Emmanuel Carrère
Brumas (Haze) di Ricardo Costa
A scuola di Leonardo di Costanzo 
Guerra di Pippo Delbono 
Italian Sud-est della Fluid Video Crew 
Materiali a confronto di Giuseppe M. Gaudino
Un instante en la vida ajena (A Glimpse of Other Lives) di José-Luis Lopez Linares
Paberahneh ta Harat (Barefoot to Herat) di Majid Majidi
Contra Site di Fausta Quattrini, Daniele Incalcaterra
O prisioneiro da grade de ferro (auto-retratos) The Prisoner of the Iron Bars (Self-portraits) di Paulo Sacramento
On n'est pas des marques de vélo di Jean-Pierre Thorn

Mediometraggio

United We Stand di Matteo Barzini
Un fils di Amal Bedjaoui 
Sorriso amaro di Matteo Bellizzi
Segni particolari, appunti per un film sull'Emilia-Romagna di Giuseppe Bertolucci
My Father's Garden di Matthew Brown
Il senso del mistero (ritratto di Silvano Agosti) di Paolo Brunatto
Picciridda di Alberto Castiglione
Stessa rabbia, stessa primavera di Stefano Incerti
maledettaMia di Wilma Labate
La maladie de la mort di Asa Mader 
Paesaggio a sud di Vincenzo Marra
Margherita. Ritratto confidenziale di Giuseppe Piccioni
Senza tregua di Marco Pozzi

Cortometraggi
Poem
(3') di Carlos Armella
The Kid (26') di Alain Bergala Chaplin aujourd'hui
Japan-Eno, Stornmi # 3, Clessiquidre hz China # 4, A..B..C..cletta, CoplanDesideri, Occhi di-visi Occhi di-versi
di Ermanno de Biagi
Cocteau cento
(5') di Dan Boord, Luis Valdovino
The Time We Lost
(15') di Tommaso Cammarano
Lo stuoino di pietra (Stone Welcome Mat) di Gina Carducci
Pequeñas voces di Eduardo Carrillo 
Ssst (5') di Pietro Durante, Lisa Ferlazzo-Natoli
Structural Filmwaste. Dissolution 1 (4') di Sigfried A. Fruhauf
La recherche de ma mère (4') di Paola Gandolfi, Francesca Ravello
Ne dites pas à ma mère (26') di Sarah Moon Howe
Libberato (8') di Davide Lombardi
La spia che era in me
(15') di Mario Materia
Prises de vues (11') di Sebastian Meise
Relojes de arena (Hourglasses) (4') di José Francisco Ortuno
The Affirmation of Jimmy Brown (6') di Robert Pasternak
My McQueen (20') di Lourdes Portillo
Racconti per l'isola (25') di Costanza Quatriglio
Grande Anarca (16') di Alvise Renzini
Fantasmi di voce - Antonio Stagnoli (28') di Elisabetta Sgarbi
You Are Evil (6') di Louis Taylor
Shen-zi (Birthday) (12') di Wang nell Yen-Ni, Liu Jin-Yi 

Proiezioni speciali - Proiezione unica
Marghera Canale Nord
di Andrea Bevilacqua, Andrea Segre, Francesco Cressati
Performer Marcel Li Robot di carne di Alberto D'Onofrio
Fascisti su Marte una vittoria negata di Corrado Guzzanti 
Breaking the Willow di Yonfan
Gulu di Luca Zingaretti
 

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25 agosto 2003

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