La cannabis, se consumata nel periodo adolescenziale, potrebbe aumentare il rischio di future psicosi

31 luglio 2007

Adolescenti: cannabis aumenta rischio psicosi
(Corriere.it, 27 luglio 2007)

Dopo la recente indagine dell'Università di Zurigo, che ha riscontrato come il consumo di canapa aumenti il rischio di schizofrenie o altre psicosi, arrivano due conferme dei rischi neuropsichiatrici connesso all'uso della cannabis, specie durante l'adolescenza
La prima di queste conferme proviene da uno studio pubblicato sull'autorevole rivista britannica The Lancet, che indica come i ragazzi che utilizzano la cannabis corrano un rischio di sviluppare psicosi nell'età adulta maggiore del 40% rispetto ai loro coetanei che non fanno uso di droghe. Theresa Moore, dell'Università di Bristol, e Stanley Zammit, dell'Università di Cardiff sono giunti a questa conclusione dopo aver effettuato una metanalisi (un'analisi su ricerche già pubblicate sull'argomento) su 35 studi apparsi fino al 2006.

I due hanno riscontrato che chi aveva fatto uso di cannabis aveva fino al 41% di probabilità in più di sviluppare malattie pschiatriche gravi (psicosi) successivamente nella vita. Il rischio aumentava in relazione alla dose della droga consumata. ''Abbiamo trovato un'associazione consistente fra cannabis e psicosi'' hanno sottolineato gli autori della ricerca. ''I politici dovrebbero prenderne atto per la promozione di campagne per informare il pubblico vista la larga diffusione di questa droga''. Nell'editoriale di accompagnamento all'articolo Merete Nordentoft e Carsten Hjorthøj, della Copenhagen University Hospital (Danimarca), commentano: ''nel dibattito pubblico la cannabis è stata sempre considerata una droga relativamente poco dannosa, ma ora i dati sull'esposizione al rischio di psicosi a lungo termine rendono necessari interventi di politica sanitaria mirati ad avvertire la popolazione a trattare i giovani che fanno uso frequente di questa droga''.

La seconda conferma, più speculativa, sulla pericolosità della cannabis per i giovani viene da uno studio condotto a Sydney e pubblicato dalla rivista Neuropsychopharmacology. Secondo la ricerca in questione gli adolescenti troverebbero più piacevole la cannabis rispetto agli adulti, e sarebbero anche più esposti ai suoi effetti dannosi. Un gruppo di sperimentatori coordinati da Iain Mc Gregor hanno iniettato per 18 giorni una dose elevata di tetraidrocannabinolo (o Thc, il principio attivo della cannabis) sia in topi adulti che adolescenti. Due settimane dopo la dose finale, i topi adulti evitavano di passare nelle zone della camera dei test dove avevano ricevuto il Thc, mentre quelli più giovani non avevano alcuna avversione. ''Questo significa che per i topi adulti la cannabis è sgradevole - sostiene Mc Gregor - mentre per gli adolescenti no''. Un'altra differenza riscontrata dai ricercatori è nell'effetto della sostanza sul cervello: esaminando la regione chiamata ippocampo, hanno trovato cambiamenti in molte più proteine nelle cavie giovani. ''Il cervello di un adolescente sta ancora maturando - sottolinea Mc Gregor - e sembra essere più vulnerabile alla Thc''.

 

 

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31 luglio 2007

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