La magnifica Ingrid Bergman oggi avrebbe compiuto 84 anni

29 agosto 2002
Rapprsentava il fascino della normalità.
Oggi, 29 agosto, la magnifica Ingrid Bergman avrebbe compiuto 84 anni.

Moriva invece vent'anni fa; ma il ricordo del suo viso splendido e della sua struggente intensità interpretativa rimangono sempre vivide.

Appartenente a quella cerchia di attrici bellissime e bravissime (ce ne sono sempre meno), la si apprezzò subito nella pellicola ''Il dottor Jeckyll e il signor Hyde'' (al fianco di Spencer Tracy) e in ''Casablanca'' (al fianco di Humphrey Bogart), film che la consacrarono erede dell'altra fatale svedese, la divina Greta Garbo.

Erano gli anni della guerra, ma subito dopo la fine del conflitto divenne la diva americana più gettonata grazie a "Per chi suona la campana" (con Gary Cooper, tratto dall'omonimo romanzo di Hemingway) e "Angoscia" (con Charles Boyer).
Alfred Hitchcock la valorizzò ulteriormente in "Io ti salverò" e "Notorius".

Nonostante i tanti successi americani, clamorosa fu la sua rottura con Hollywood; si era invaghita di Roberto Rossellini dopo aver visto "Roma, città aperta", al punto da scrivergli una lettera piena di ammirazione in cui diceva apertamente che l'unica espressione che conosceva in italiano era "Io ti amo".

Con Rossellini girò "Stromboli" e "Europa '51", due pellicole che non ebbero molto successo (il grosso pubblico preferiva la Bergman edulcorata di Hollywood), ma trovò il trionfo di critica in "Viaggio in Italia".

Dopo qualche tempo, la Bergman venne recuperata da Hollywood con "Anastasia" di Anatole Litvak che le permise addirittura di vincere il suo secondo Oscar (il primo lo aveva vinto con "Angoscia").

Come aveva rotto con il cinema americano, l'attrice ruppe con il cinema italiano e il neorealismo, che tanto l'aveva incantata.
Da allora, la diressero Jean Renoir (''Eliana e gli uomini''), Stanley Donen (''Indiscreto''), Sidney Lumet ("Assassinio sull'Orient Express"), Vincente Minnelli ("Nina").

Nè trascurò il teatro, in cui aveva esordito nel 1940 con "Liliom" di Molnar, e che in seguito l'aveva vista indossare i panni di Giovanna d'Arco prima in America, poi in Italia ("Giovanna d'Arco al rogo" di Arthur Honneger), con lavori come "Tè e simpatia" di Anderson e "Hedda Gabler" di Ibsen.

Il suo "testamento cinematografico" lo consegnò  quattro anni prima della scomparsa, tornando a girare in Svezia, chiamata da Ingmar Bergman per interpretare "Sinfonia d'autunno", in cui nel ruolo di una pianista si impegnò con accenti commoventi in una sorta di elegia crepuscolare dei sentimenti e della vita.

Una professionista splendida, uno splendido essere umano.
Ingrid con il suo fascino della normalità rimarrà indimenticata.

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29 agosto 2002

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