La Sellerio, nota casa editrice siciliana, ha donato ai detenuti italiani 64 mila volumi

Un miliardo e mezzo il valore complessivo

26 ottobre 2001
Un miliardo e mezzo il valore complessivo di questa bellissima operazione di beneficenza destinata alle biblioteche penitenziarie di tutta Italia, che Elvira Sellerio, titolare della casa editrice, ha voluto dedicare ad un suo vecchio amico, Adriano Sofri, giornalista e scrittore di romanzi pubblicati dalla casa editrice palermitana, attualmente detenuto nel carcere di Pisa con l'accusa di essere una delle menti dell'omicidio Calabresi.

Si tratta di ben 64 mila volumi; seimila di questi sono destinati alle case circondariali siciliane (duemila a Palermo, tra le carceri di Pagliarelli e dell'Ucciardone).

Una iniziativa accolta con grande entusiasmo dai volontari che operano in questo settore e che fino ad oggi hanno potuto portare avanti le loro iniziative potendo contare solo sulla generosità dei singoli cittadini o piccoli enti.

Entro poche settimane le scatole colme di libri, preparate da un gruppo di cinque detenuti del Pagliarelli di Palermo, saranno inviate nelle duecento biblioteche penitenziarie dello stivale a secondo della grandezza dell'istituto e del numero di detenuti ospitati.

Ma quanto si legge in un carcere? Dati alla mano sembra che perdersi tra le pagine dei libri sia uno dei passatempi preferiti dai detenuti e sfogliando il registro dei prestiti effettuati si scopre che i libri preferiti sono quelli di poesia, meglio se d'amore.

Nella classifica dei generi più letti, seguono i racconti d'avventura e i gialli mentre nel settore ad alta sicurezza del carcere, quello dove si trovano i detenuti condannati per reati di mafia, i libri più letti sono quelli religiosi.

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26 ottobre 2001

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