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Le ricamatrici

Inquadratura dopo inquadratura la Faucher ricama una pellicola di rilassante naturalezza

16 giugno 2005






Noi vi segnaliamo...
LE RICAMATRICI
di Elénore Faucher

Claire ha 17 anni e scopre di essere incinta. Decisa a partorire in segreto, trova rifugio dalla signora Mellikian, una ricamatrice che lavora per l'alta moda.
Giorno dopo giorno, punto dopo punto, le due donne rafforzano sempre di più il loro rapporto fino a diventare come una madre e una figlia. Un film sulla forza dei sentimenti e sul "mestiere" più difficile, quello del genitore.


Distribuzione Bim
Durata 88'
Regia Eléonore Faucher
Con Lola Neymark, Ariane Ascaride, Marie Felix
Genere Drammatico


La critica
''Se, all'inizio, 'Le ricamatrici' sembra battere la bandiera del naturalismo, l'arrivo di Claire dalla signora presso la quale vuole lavorare cambia il tono della rappresentazione. Al debutto nel lungometraggio, Eléonore Faucher applica le regole di madame Melikian realizzando un film artigianale, preciso nei dettagli, disalienato come il lavoro delle due protagoniste. Fotografate da Pierre Cottereau, le immagini emanano un'impressione tattile; i colori assumono un'importanza fondamentale; le luci sono sempre giuste. Consapevole di poter lacerare il delicato tessuto del film, la cineasta non spinge mai troppo sulla regia e adotta un montaggio sommesso''.
Roberto Nepoti, 'la Repubblica'

''Esistono ancora film fatti da donne e per donne? Certo, anche se i primi che dovrebbero vederli sono gli uomini. Come 'Le ricamatrici', debutto premiato a Cannes 2004 di Eléonore Faucher, sicura ma non presuntuosa. (...) Così, inquadratura dopo inquadratura, sguardo dopo sguardo, la Faucher ricama una pellicola di rilassante naturalezza. Un'occasione da non perdere, per un uomo, di spiare delle donne molto brave. A recitare, dirigere un film e ricamare il bello dal doloroso tessuto della vita''.
Francesco Alò, 'Il Messaggero'

''Delicato e ben fatto, 'Le ricamatrici' è il primo lungometraggio della regista francese Eléonore Faucher, ed ha oltre se stesso almeno tre pregi. Uno è l'attenzione psicologica alle due donne, parallela a una attenzione al lavoro di ricamo che evoca certi film di Alain Cavalier.(...) Altro pregio, la sensibilità e gradualità con cui viene visto l'evolversi del carattere delle due donne, giovane e non più giovane (...).Terzo pregio, la buonissima scelta delle attrici (...). Il paesaggio non cittadino che circonda i due personaggi, quieto e rurale all'aspetto ma popolato di gente che litiga o che viene ferita o resa diffidente e sospettosa dalla sfiducia verso gli altri, fa capire con molta naturalezza perché, tra lavorare al supermercato e ricamare, la protagonista scelga il ricamo''.
Lietta Tornabuoni, 'La Stampa'

''Un film intimo e intimista, forte di una sua onirica verità con un bel messaggio di tolleranza recitato con precisione millimetrica da Lola Naymark e da Ariana Ascaride''.
Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera'

Presentato in concorso alla 43ma "Semaine de la critique", al Festival di Cannes 2004

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16 giugno 2005
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