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Le verità sul clima del Pianeta

E' o non è la mano dell'uomo che sta cambiando le temperature dei Paesi del Mondo?

22 agosto 2005

Le temperature delle città europee sono diventate sempre più alte. Secondo un rapporto del Wwf, in alcune capitali del Vecchio continente durante l'estate la temperatura è salita di oltre 2° centigradi negli ultimi 30 anni.
La causa è quella conosciuta: il riscaldamento globale, un fenomeno che non risparmia l'Italia, colpita anzi con particolare intensità.
Quale soluzione? Non certo installare più condizionatori, ma abbattere le emissioni dei gas serra.

Secondo il rapporto del Wwf  il record della città che più si è riscaldata spetta a Madrid, le cui medie estive sono aumentate di 2,2° centigradi. A Londra, invece, il primato di aumenti per le massime: più 2 gradi.
A Roma la temperatura media in estate è cresciuta di 1,2° in 30 anni, passando da 22,6° C per il periodo 1970-74 a 23,8°C per il periodo 2000-2004. Nella classifica dei più forti rialzi delle temperature massime, Londra è seguita da Atene e Lisbona.
In generale, osserva il Wwf nel rapporto - pubblicato a Gland (Svizzera) -, le temperature medie estive di 13 delle 16 città europee prese in esame risultavano negli ultimi cinque anni di almeno 1°C superiori a quelle registrate tra il 1970 ed il 1974. E mentre la temperatura media globale è salita di 0,6°C nel XX secolo, in Europa il rialzo è stato dello 0.95°.
Non è solo statistica, sottolinea il Wwf, visto che i danni sono già tangibili e importanti. In tutto il continente le ondate di caldo hanno portato disagi e siccità, incendi di foreste e distruzione dei raccolti: solo in Italia, la calura del 2003 ha causato 20.000 decessi (il più alto numero in Europa), 2mila incendi di foreste e danni all'agricoltura per circa 5 miliardi di euro. In generale, l'Italia è diventata più secca con un calo dei giorni di pioggia del 14% circa dal 1996. Inoltre, la diminuzione delle precipitazioni si è accompagnata con un aumento dei temporali violenti.

L'Italia è terza in Europa per livello di emissioni di gas a effetto serra e il settore energetico del Paese dipende molto dal petrolio, dopo il carbone il primo responsabile di emissioni di CO2, principale gas a effetto serra. Le cause precise delle ondate di caldo sono complesse, ma molti
esperti del clima concordano nel dire che il riscaldamento globale le ha rese più frequenti ed intense, afferma il Wwf.
Evidenziando il ruolo del settore energetico, responsabile del 37 % delle emissioni nocive di CO2 legate alle attività umane, il Wwf indica quindi la strada da seguire: ''Per rendere le città europee vivibili in estate, si deve procedere ai tagli necessari delle emissioni responsabili del riscaldamento globale'', ha affermato Imogen Zethoven, responsabile della campagna ''Global Power Switch''.

Niente di nuovo insomma, il riscaldamento globale provocato dal dannoso tocco dell'uomo è riconosciuto e con interesse, più o meno serio, viene affrontato in sedi di prestigiosa importanza, non solo, nei confronti delle tematiche ambientali la sensibilità comune è molto aumentata come sono aumentate le persone che credono sia priorità per la politica cercare di rimettere in sesto una situazione che coinvolge tutti, nessuno escluso.
Ma non sono proprio tutti a pensarla così.
Se da un lato c'è chi ha lanciato e continua a lanciare l'allarme ambiente con ostinazione, da un altro lato c'è chi affronta il problema con molta più cautela. Per esempio una parte degli scienziati che si sono incontrati alla 34ma sessione dei Seminari sulle emergenze planetarie di Erice.
Erice (TP)Nella preziosa cittadina siciliana sono 112 gli scienziati di 78 centri di ricerca in 33 Paesi, che fino a domani  (23 agosto) parleranno appunto dei problemi legati alla ''Grande Crisi Energetica'', e già dai primi dibattiti appare chiaro il confronto di due scuole di pensiero: una che sostiene che l'uomo sta influendo in maniera decisiva sui mutamenti climatici, attraverso l'emissione eccessiva di gas nell'atmosfera; l'altra secondo cui l'azione dell'uomo è trascurabile e, addirittura, non è neppure provata l'esistenza dei cambiamenti climatici.
A questa seconda scuola di pensiero appartiene Richard S. Lindzen, autorevole climatologo del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Cambridge, secondo cui l'azione dell'uomo è trascurabile e, addirittura, non è neppure provata l'esistenza dei cambiamenti climatici. Durante uno dei dibattiti promossi dalla Fondazione Ettore Majorana, Lindzen ha contestato i dati sulle variazioni climatiche fornite dal Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici istituito dall'Onu e composto da milleduecento scienziati di tutto il mondo.
Secondo il climatologo, lo IPCC, avrebbe commesso ''errori nel calcolo dei dati'', l'aumento medio della temperatura del pianeta sarebbe soltanto un fattore fisiologico degli ultimi anni e non una mutazione. Il comitato intergovernativo invece, nel corso dell'ultima relazione aveva affermato che alla base dei cambiamenti climatici c'è l'impronta dell'uomo.

Il padrone di casa dei seminari, il professor Antonino Zichichi, sostiene che: ''L'esistenza di due scuole di Antonino Zichichipensiero dimostra che il problema è ancora irrisolto''.
E mentre prosegue l'acceso dibattito, ''alcuni studiosi - riferisce Zichichi - ipotizzano che stiamo andando invece incontro al freddo''. La temperatura media del pianeta, tra un decennio potrebbe iniziare, gradualmente, ad abbassarsi.
Per riconoscere tale ipotesi, sostiene Zichichi, non c'è nemmeno bisogno di misurazioni da esperti: l'estate 2005, cominciata col gran caldo di giugno, si sta spegnendo in un mese d'agosto fra i più freddi che si ricordino. Fra piogge e vento, non c'è turista, al Nord, che nel weekend non sia stato costretto a chiudersi in casa, pensando se questa, davvero, fosse estate.
Lo scontro non è solo sui dati, ma sulle interpretazioni

Come è delicato lo scontro sulle interpretazioni che parlano dell'utilizzazione del nucleare, che durante i ''Seminari internazionali sulle emergenze planetarie'' è stato ampiamente affrontato. Nel campo delle risorse,  per far fronte a future crisi energetiche, sarà necessario un massiccio ricorso al tanto odiato - dagli italiani - nucleare: ''Altrimenti - ha concluso Zichichi - fra un secolo rischiamo di tornare alla candela''.
Ma questo è un altro importante tema a cui dedicare altro tempo e altro spazio.

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22 agosto 2005
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