Libri antichi, una macchina potrà salvarli

L'esperimento presentato in anteprima sui volumi della biblioteca di Taormina

11 marzo 2003
A guardarla così, sembra una lavatrice di ultima generazione: una scatolona metallica con i pulsanti per i comandi e l'oblò.

In realtà si tratta di una macchina avveniristica in grado di assicurare vita più lunga ai libri antichi, un'invenzione che arriva dalla Spagna e che esordisce per la prima volta in Italia con un progetto pilota varato a Taormina, sui libri della biblioteca comunale Sant'Agostino.

Una prima assoluta, insomma per un procedimento destinato a rivoluzionare la tecnica di recupero e di conservazione del libro, rendendola estremamente più facile e veloce: un progetto portato avanti dal Centro regionale per il restauro insieme con la Soprintendenza di Messina, presentato di recente, durante una giornata di studio alla Badia vecchia di Taormina. 

Vi hanno partecipato pure è il direttore dell'Istituto centrale di patologie del libro, ed esponenti delle massime istituzioni in materia.
E non mancava il manager spagnolo della C.s.s. Book Saver, la società spagnola che ha inventato la "lavatrice", brevettandola e utilizzandola già in diversi archivi e biblioteche della penisola iberica.

Il principio è semplice e si basa sulla deacidificazione, cioè sulla neutralizzazione degli acidi che si sviluppano nella carta (che sono i principali responsabili dell'ingiallimento, della perdita di tono e del deperimento).

"Per capire vantaggi di questo sistema basta dire che per la prima volta consente di trattare i libri chiusi, integri, mentre finora il trattamento è stato manuale, pagina per pagina, con sostanze spesso potenzialmente tossiche".

Insomma, proprio come in una lavatrice, i libri malconci si piazzano dentro l'oblò della macchina spagnola.
Questa prima li sottopone a un procedimento di disidratazione e poi li imbeve di una soluzione a bassa tossicità e di scarso impatto ambientale.

Così gli acidi sono neutralizzati e il libro è dotato di sostanze utili alla sua sopravvivenza nel tempo.
Come per magia, come in una macchina del tempo riaperto l'oblò il libro è lì ringiovanito.

Il recupero del patrimonio librario della biblioteca Sant'Agostino, che comprende 22.000 volumi, è già partito e si concluderà entro qualche mese.
Successivamente, i locali saranno disinfestati, ampliati e sottoposti a un monitoraggio periodico per tenere sotto controllo il degrado biologico, causato dall'umidità.

La Sant'Agostino, che ha sede in un palazzo quattrocentesco della centralissima piazza 9 aprile, si risveglierà come nuova.

Fonte: La Repubblica

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11 marzo 2003

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