Lo stress o la violenza di alcuni programmi televisivi anticipano la pubertà

26 settembre 2002
Pubertà anticipata per colpa della tv. Fra gli "effetti collaterali" delle ore trascorse davanti al video ci sarebbe, per i bambini, anche il rischio di crescere troppo in fretta. La teoria è di Roberto Salti, endocrinologo fiorentino dell'Ospedale Mayer, ma trova d'accordo buona parte dei pediatri italiani, almeno come ipotesi di studio.

"Non riusciamo a spiegarci - dice Salti, che presenta oggi la sua ricerca in occasione di un convegno a Uliveto Terme (Pisa) - perché stia aumentando il numero di bambini che cominciano a manifestare i primi segni di pubertà già a 6 o 7 anni, se sono femmine, a 8 o 9 se sono maschi.

L'idea è che nei piccoli psicologicamente più predisposti, lo stress emotivo provocato da certi programmi televisivi, e parlo soprattutto di quelli con scene di violenza o di sesso, possa agire sul cervello e influenzare quelle aree, come l'ipotalamo e l'ipofisi, che controllano il sistema ormonale. Una stimolazione eccessiva di quest'ultimo potrebbe giustificare la comparsa di una pubertà precoce".

Dal 1850, quando le bambine diventavano "donne" attorno ai sedici anni, si è via via abbassata l'età del menarca, cioè della prima mestruazione: quattro mesi in meno per ogni decade, fino ad arrivare ai 12 anni di oggi. Merito del miglioramento delle condizioni igieniche e dell'alimentazione, tant'è vero che nei Paesi in via di sviluppo l'età del menarca rimane elevata.

Oggi, nel mondo occidentale, le bambine cominciano a sviluppare il seno a un'età media di dieci anni e nel giro di altri due hanno la prima mestruazione. I maschietti cominciano più tardi, a 11 anni e mezzo, con l'ingrossamento dei testicoli, e completano l'evoluzione puberale in quattro anni.

"Ma sempre più spesso - continua Salti - ci troviamo di fronte a un anticipo di due o tre anni rispetto alla media: solo al Meyer di Firenze, per esempio, sono oltre duecento i casi di pubertà precoce, più frequenti fra le bambine, con un rapporto di quattro a uno rispetto ai maschi". Se l'overdose di immagini televisive emotivamente stressanti può giustificare il fenomeno, ci sono altri fattori, legati all'ambiente o all'alimentazione, che possono interferire con lo sviluppo puberale. Tempo fa alcune ricerche chiamavano in causa shampoo e creme solari contenenti estrogeni e c'è sempre il dubbio che negli allevamenti di polli e bovini vengano utilizzati ormoni proibiti che finiscono poi a tavola.

"L'esposizione agli estrogeni, presenti nell'ambiente o negli alimenti - spiega Salti - può provocare una pseudopubertà precoce che però è reversibile, quando si elimina la fonte di ormoni, e non è legata a modificazioni ormonali, che invece sono presenti nei casi di pubertà vera e sono dimostrabili con esami di laboratorio".
Quando un bambino presenta in anticipo i segni di uno sviluppo puberale, è possibile dunque accertare se si tratta di una vera pubertà precoce e in qualche caso è possibile anche ricorrere a una cura.

"La terapia medica, che si basa sulla somministrazione di ormoni, non è obbligatoria - precisa Salti - e va valutata in rapporto all'impatto psicologico che questa condizione ha sul bambino e sulla famiglia e alle conseguenze sulla crescita, che è rapida all'inizio, poi si blocca. In ogni caso la cura è indicata quando la pubertà comincia prima dei sette anni".

Fonte: Corriere della Sera

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26 settembre 2002

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