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No Man's Lands

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati: ''Aiutate i 37 uomini della Cap Anamur!''

10 luglio 2004

Mentre fervono i preparitivi per le varie manifestazioni  che arricchiranno l'estate della Sicilia, mentre il terzo esodo di vacanzieri intoppa le autostrade che portano verso il mare e mentre i corridori dell'occasione sono già partiti per la corsa ai saldi, è nostro dovere non dimenticare che nelle acque vicino la costa siciliana ci sono 37 rifugiati che non hanno la possibilità di attraccare in nessun posto perché indesiderati.
Fuggiti da una terribile guerra, privati dagli affetti più cari i 37 sudanesi a bordo della nave tedesca Cap Anamur hanno trovato nelle acque internazionali vicino al mare siciliano la loro "No man's lands". Sospesi sull'acqua ad aspettare che un regista oscuro che tiene le redini della diplomazia li accolga e comprendendo il motivo della loro fuga, faccia posare il loro piede sulla terra ferma.

La situazione non si sblocca. L'Italia crede sia giusto che li accolga l'isola di Malta, l'isola di Malta non li vuole. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) esprime la propria "crescente preoccupazione per la sorte dei 37 naufraghi ed esorta tutte le parti coinvolte a compiere uno sforzo per trovare al più presto una soluzione".
L'Unhcr, che è da giorni in contatto con le autorità e segue da vicino la vicenda, sottolinea che, "a prescindere dallo status giuridico delle persone a bordo e dalle eventuali responsabilità legali dei paesi coinvolti, è auspicabile che venga consentito al più presto lo sbarco dei 37 africani scampati al naufragio da quasi tre settimane affinchè possa essere fornita loro un'adeguata assistenza a terra, in attesa che le circostanze e il loro status vengano chiariti". "In questa vicenda va tenuto presente che nel gruppo dei 37 africani a bordo della nave tedesca potrebbero esservi delle persone bisognose di protezione", ha dichiarato Walter Irvine, Rappresentante in Italia dell'Unhcr. "A ciascuno di loro deve essere garantita l'effettiva opportunità di avanzare domanda d'asilo".
Non concedere ai 37 naufraghi di sbarcare rischia soltanto di arrecare un ulteriore danno a persone che hanno già vissuto drammatiche esperienze.

Secondo l'Alto Commissariato, data la presenza di versioni contrastanti dei fatti e dei differenti punti di vista riguardanti questa vicenda, "l'identificazione delle responsabilità dei numerosi attori potrebbe essere un processo molto lungo ed estremamente complicato".
Dunque, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ribadisce la propria disponibilità a collaborare con il Governo Italiano e con le altre parti coinvolte per individuare ed attuare misure che permettano di giungere ad una rapida soluzione della vicenda.

Intanto, mentre 37 uomini diventano mera discussione sui principi sul rispetto diplomatico, Emergency ha messo a punto un piano di evacuazione sanitaria dalla Cap Anamur, in accordo con le autorità politiche e mediche locali e con il comandante della nave, per eventuali necessità di ricoveri ospedalieri.
Al momento - prosegue Emergency - il presidente dell'organizzazione Cap Anamur, Elias Briedel e il comandante della nave, Stefen Schmidt, "non hanno comunicato alcuna necessità in tal senso".
Infine, "proprio per terminare la messa a punto di questo piano, i volontari di Emergency non sono sulle barche di Legambiente ma sono rimasti a terra per far fronte ad eventuali emergenze".

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10 luglio 2004
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