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Oggi è la Giornata Mondiale del Rifugiato

''Proteggere i rifugiati è un dovere. Essere protetti è un diritto''

20 giugno 2008


"Vi esorto a celebrare lo straordinario coraggio e il contributo apportato dai rifugiati di ieri e di oggi"
Kofi Annan, ex Segretario Generale delle Nazioni Unite

Fuggono da guerre e persecuzioni, da dittatori sanguinari, dalla fame e dalle malattie. Fuggono dalla povertà, dalla paura, dall'insesatezza dell'odio e della cattiveria. Fuggono verso la speranza, o meglio, fuggono sperando di trovare speranza. Non sempre la trovano...

LA VALLETTA, 20 GIUGNO 2008 - Ancora una vittima dell'immigrazione. Ancora una vittima del Mediterraneo. A 52 miglia a Sud di Malta si è consumata l'ennesima tragedia. Venticinque clandestini - tra cui donne e bambini - sono stati soccorsi nella notte dall'equipaggio del motopesca italiano 'Gambero'. Il loro barcone si è rovesciato mentre si avvicinavano per agganciarsi alla gabbia per i tonni in traino dallo stesso motopesca, ed uno dei migranti risulta disperso. Per la seconda volta in una settimana, l'equipaggio del 'Gambero' ha dovuto sganciare la grande gabbia in traino per soccorrere gli immigrati finiti in mare, con bambini aggrappati alle loro madri, è lo stesso equipaggio, infatti, che quattro giorni fa soccorse 28 somali (sei i naufraghi scomparsi, tra cui tre bambini) anche loro aggrappati alla rete metallica trainata dall'imbarcazione italiana (leggi).
Una motovedetta maltese si sta dirigendo sul luogo, mentre il pattugliatore francese «Germinal», nonostante si trovi ad una notevole distanza dall'incidente, ha subito inviato un elicottero con a bordo anche un ufficiale della Guardia costiera italiana della missione Frontex, per prestare i primi soccorsi. La situazione è resa difficile dalle cattive condizioni meto-marine.

Oggi è la Giornata Mondiale del Rifugiato...
A costringere i rifugiati ad abbandonare la propria casa, la propria terra ed i propri cari può essere una persecuzione individuale di natura politica, culturale, sociale o religiosa, una guerra o massicce violazioni dei diritti umani. Quale che sia la causa primaria che li spinge alla fuga, tutti i rifugiati hanno diritto a ricevere protezione, sia dalle entità statali o non statali che li minacciano che dalla mancanza di cibo, alloggi, cure mediche e scuole per i più piccoli. 
E' per questo motivo che quest'anno, nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti umani e, in Italia, della Costituzione repubblicana, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha deciso di dedicare la Giornata Mondiale del Rifugiato al tema della protezione, intesa sia come difesa del diritto d'asilo che come riparo ed aiuto umanitario.
I dati pubblicati dall'Unhcr in occasione della Giornata di oggi, contano quasi 40 milioni di rifugiati nel mondo. La maggior parte di loro, circa 26 milioni, sono sfollati interni, fuggiti a guerre o persecuzioni. Il resto, oltre 11 milioni di cittadini del mondo vive invece fuori dal suo paese d'origine e cerca protezione in uno Stato estero. Non sempre la trova.
In un anno, ha cacolato l'Unhcr, il numero di chi scappa perché perseguitato è cresciuto di circa due milioni. Si tratta per la maggior parte di cittadini afghani ed iracheni, che costituiscono circa le metà degli oltre 30 milioni di rifugiati assistiti dall'agenzia delle Nazioni Unite. Li seguono i colombiani, i sudanesi ed i somali.

Ma chi cerca aiuto e solidarietà in un altro paese, dicevamo, non sempre la trova. E ora meno che mai. L'ultima fotografia scattata sullo status dei rifugiati in Italia riguarda la città di Roma, dove 4 migranti su dieci si vedono negare la loro richiesta di protezione. "Il diniego - ha spiegato Le Qyen Ngo Dilh, responsabile della Caritas nella capitale - può avvenire per vari motivi e la stessa casistica, anche a livello europeo, è davvero eterogenea. Tuttavia - spiega - è comune a tutti il forte stress dei candidati al momento dell'audizione; le persone sono molto emozionate e rischiano di far confusione, il colloquio dura spesso meno di 20 minuti, un tempo in cui i migranti devono rivivere gravi traumi, farlo in modo autentico senza però avere prove che documentino i drammi vissuti".
Si rischia così facilmente di finire in quel girone infernale delle presenze invisibili, come le chiama la Caritas: un limbo di impotenza e rassegnazione, ma qualcuno preferisce chiamarla clandestinità e sbatterla in galera.

In Italia ad oggi manca ancora una legge organica sul diritto di asilo: nel marzo 2008 però il governo Prodi ha emanato un decreto per il recepimento della normativa europea. Ora la Caritas chiede al nuovo governo di non tornare indietro, anzi di "dare tempestiva emanazione del regolamento di attuazione" visto che "l'efficacia del decreto non è stata ancora sperimentata".
La strada intrapresa dal nuovo esecutivo, e confermata dalla linea dura dell'Europa (LEGGI), però, non va in questa direzione. Nel decreto sicurezza, infatti, si cancella il diritto di ricorso per i richiedenti asilo: nel momento in cui la loro richiesta viene rigettata, quindi, diventano automaticamente irregolari e quindi punibili con il carcere fino a 18 mesi, come previsto dal decreto, e rimandati nel paese in cui sono perseguitati. Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir), auspica che il messaggio di questo 20 giugno aia proprio questo: "Non tollerare più che persone costrette a fuggire dai propri Paesi siano costrette un'altra volta a buttarsi letteralmente nel mare solo per raggiungere un porto sicuro".

Ecco, la Giornata Mondiale del Rifugiato dovrebbe costituire un momento per fermarsi a riflettere sulla drammatica condizione dei rifugiati e sull'inesauribile coraggio che impiegano in ogni fase della loro personale vicenda.
In tutto il mondo questa giornata di festa e omaggio si esprime in centinaia di modi diversi, da concerti rock a conferenze a commemorazioni religiose. Ma che venga celebrata con una semplice festa di paese, con un'iniziativa scolastica o con una cerimonia delle Nazioni Unite, il 20 giugno è una giornata nella quale dovremmo, dobbiamo pensare ai rifugiati di tutto il mondo ed estendere a loro il nostro incoraggiamento, sostegno e rispetto.

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20 giugno 2008
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