Pensieri in libertà...

E' il nome del primo blog realizzato dai detenuti di un carcere siciliano, quello di Enna

05 dicembre 2013

Un blog che racconta la vita, le passioni, il quotidiano, i sogni e le speranze dei detenuti della casa circondariale di Enna realizzato dai carcerati con la guida dei giovani dell’associazione Spiragli.
Il blog www.pensieriinliberta.it, il primo in Sicilia realizzato dentro un carcere, sarà presentato il domani, venerdì 6 dicembre 2013, alle ore 18, al caffè letterario Al Kenisa.
All’evento, dal titolo "Blog in Libertà. Pensieri dal carcere", parteciperanno il direttore della Casa Circondariale di Enna, Letizia Bellelli, il presidente dell’Associazione Spiragli, Giuseppe Petralia, il direttore dell’area Trattamento del carcere di Enna, Cettina Rampello, il magistrato di Sorveglianza di Caltanissetta, Renata Fulvia Giunta e un detenuto che porterà la propria testimonianza.

Sarà anche inaugurata la mostra del filmografo Paolo Andolina, dal titolo "l’Arte di arrangiarsi", che ritrae i detenuti di Enna, mentre sarà possibile acquistare il libro, curato dagli insegnanti carcerari della De Amicis, "A Tavola" che raccoglie il meglio delle ricette del carcere. Al termine si potranno degustare piatti preparati dai detenuti. I proventi della vendita del libro andranno in un fondo per i detenuti indigenti.
"Abbiamo colto l’occasione della presentazione del blog - dice Petralia - per organizzare una serata che racconta il pianeta carcere, un mondo ricco di sfaccettature e contraddizioni ma anche pieno di risorse, che noi abbiamo avuto modo di conoscere grazie ad una serie di progetti che stiamo portando avanti all’interno della Casa Circondariale. Anche l’idea di offrire i piatti preparati dai detenuti, che ringraziamo per la collaborazione, è un modo di comunicare una dimensione che anche dentro il carcere passa dalla condivisione del cibo".

E un documentario, girato proprio nel carcere di Enna dalla regista Tilde Di Dio dal titolo "Di là dal muro", è stato premiato ieri al Parlamento europeo a Bruxelles con una menzione particolare di merito, nell'ambito del concorso "Quel fresco profumo della libertà" promosso dal Ministero dell'Istruzione in collaborazione con il Centro Studi Paolo Borsellino.

Il film, realizzato grazie alla disponibilità di Letizia Bellelli, direttore del carcere, racconta brandelli di storie di detenuti, tra cui molti immigrati, le loro ansie, le loro speranze ma anche i dolori di carcerazioni spesso figlie solo della miseria. Un'occasione di incontro tra il mondo di chi è recluso e quello esterno, per conoscere e capire, per tentare di diminuire il senso di isolamento ed esclusione e affermare il "diritto di far sentire la propria voce - affermano gli autori - rivendicando il senso di una libertà che sia di vivere con dignità ogni momento e condizione". Nel cortometraggio i detenuti sono nella veste di narratori, attori, sceneggiatori, ma anche collaboratori e tecnici. Alcuni detenuti recitano in lingua araba raccontando il dramma di chi sogna l'Italia come terra promessa.

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05 dicembre 2013

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