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Per ridurre il pessimismo l'efficacia metodologica della Cinematerapia

Di seguito gli interssanti risultati di uno studio tutto italiano

08 ottobre 2004

Che la Cinematerapia fosse una metodologia efficace lo si sapeva già, ma che addirittura fosse in grado di modificare alcuni stati psicologici è la scoperta di questi giorni.
Passi avanti nella ricerca sono stati possibili grazie allo studio - ancora parziale - pubblicato dall'Istituto Solaris e coordinato dal Dott. Giampiero Ciappina, psicologo e psicoterapeuta.
La ricerca è basata sulle categorizzazioni proposte da Salovey e Mayer (Salovey P., Mayer J.D., "Emotional intelligence", pubblicato su 'Imagination, Cognition and Personality', 9, 1990) e si è posta l'obiettivo di fornire informazioni misurabili sulle variazioni dello stato umorale e psicologico delle persone che si sottopongono a trattamenti di Cinematerapia.

Lo studio ha utilizzato una Rating Scale, ovvero uno strumento ampiamente noto in ambito psicodiagnostico. La scala è fondata sulle auto-valutazioni e auto-percezioni espresse dalle persone lungo un segmento valorizzato a 5 punti.
Ai partecipanti è stato quindi chiesto di riempire un questionario anonimo composto da 5 macroaree sviluppate lungo 38 item. Il medesimo Questionario è stato somministrato 2 volte: la prima volta all'inizio delle sessioni di Cinematerapia e successivamente al termine delle stesse. Lo scopo delle 2 somministrazioni era quello di misurare la variazione percentuale di punteggio su ogni item provocata dalle sessioni stesse. In altre parole, l'obiettivo era quello di confrontare le 2 'fotografie' scattate prima e dopo le sessioni, al fine di valutare le trasformazioni psicologiche operate grazie alla Cinematerapia.

Le macroaree rappresentate nello studio sono:
- Conoscenza profonda delle proprie emozioni
- Percezione di sentimenti negativi
- Percezione di sentimenti positivi
- Capacità di entrare in contatto con l'Altro
- Elucubrazione mentale

In sintesi i risultati dimostrano che vi è un incremento del +5% nella macroarea 'Conoscenza profonda delle proprie emozioni'; vi è un decremento del -24% nella macroarea 'Percezione di sentimenti negativi'; vi è un incremento del +8% nella macroarea 'Percezione di sentimenti positivi'; vi è un incremento del +9% nella macroarea 'Capacità di entrare in contatto con l'Altro'; vi è un decremento del -17% nella macroarea 'Elucubrazione mentale'.

"Malgrado si tratti ancora di risultati parziali su un campione ridotto" - afferma il Dott. Ciappina, coordinatore della ricerca - "lo studio è stato in grado di dimostrare che la Cinematerapia riduce drasticamente il pessimismo e le fantasie spiacevoli ma anche la cosiddetta 'ruminazione mentale', contro un aumento delle capacità di socializzazione, un miglioramento positivo della qualità dei pensieri e un aumento nell'auto-conoscenza profonda".

Lo studio si annuncia come uno strumento prezioso nelle mani di psicologi, psichiatri, medici e operatori sanitari, per meglio orientarsi anche nella prognosi e nel trattamento di alcuni disturbi.
I risultati sono stati pubblicati sul sito www.cinematerapia.it - alla sezione 'Benefici' - e saranno inoltre presentati al Convegno "Cinematerapia: la visione che cura", che si terrà a Roma, il prossimo 18 ottobre presso l'Istituto Goethe.

Fonte: Aise

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08 ottobre 2004
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