Per una Pasqua di solidarietà

Con InterSOS si possono inviare aiuti alle vittime della guerra in Iraq

14 aprile 2003
Care amiche, Cari amici,

la guerra non può essere la soluzione vera e definitiva dei problemi. Abbiamo assistito e continuiamo ad assistere ai suoi effetti devastanti in molte parti del mondo. Sulle popolazioni innanzitutto: persone innocenti talvolta ignare di quanto sta succedendo intorno a loro, spesso le più povere e indifese, a cui non rimane altra soluzione che la fuga. E sulle cose: strade, ponti, aeroporti, infrastrutture di ogni tipo, abitazioni, scuole…. All'inizio di una guerra, non si può mai sapere quale sarà il limite alle distruzioni e devastazioni.

Più volte, dopo un conflitto, gli operatori di INTERSOS sono entrati in città fantasma, con poche persone, spaventate, dove ogni edificio appariva come uno scheletro cadente. Queste realtà, ripetutamente viste, fanno dire un no alle guerre come strumento per la soluzione delle controversie internazionali. Nel caso iracheno, abbiamo ritenuto che la feroce dittatura di Saddam Hussein potesse e dovesse essere sconfitta in altre forme e con l'indispensabile coinvolgimento dello stesso popolo iracheno che, lui solo e non altri, potrà poi garantire la continuità del cambiamento.

Alla fine del 2000, di fronte all'acuirsi della situazione, abbiamo deciso di dare avvio ad una missione umanitaria in Iraq. Agli inizi di dicembre la responsabile dell'area progetti di INTERSOS è stata a Baghdad ed ha assunto un primo impegno a sostegno del più importante ospedale pediatrico della città.

Nella speranza che la guerra cessi quanto prima, tre sono ora le nostre linee di intervento:

1. All'interno dell'Iraq, abbiamo iniziato a sostenere l'ospedale pediatrico Al Mansour di Baghdad, con 300 posti letto. Di fronte ai numerosi casi di tumori e leucemie (causati probabilmente anche dall'impiego dell'uranio impoverito nella precedente guerra del Golfo), alle malattie respiratorie, alle infezioni intestinali e alle svariate malattie che colpiscono i bambini vi è una grave carenza di farmaci, materiali sanitari, apparecchiature idonee, mentre c'è una buona preparazione del personale medico e infermieristico. La mortalità infantile è passata dal 50/1000 del 1990 al 133/1000 del 2001.
La guerra ha sconvolto le nostre previsioni. Oltre ai farmaci specialistici (in particolare quelli per la leucemia) e al latte in polvere per i bambini, abbiamo dovuto provvedere all'invio di materiali necessari per l'emergenza feriti: flaconi di soluzione fisiologica, anestetici, disinfettanti, cannule, siringhe, cateteri, bende e garze. L'ultimo convoglio, caricato su un camion e tre pulmini, è partito da Damasco, in Siria, l'8 aprile e ad Abu Kamal, presso la frontiera irachena si è unito ad un convoglio di aiuti della Mezza Luna Rossa siriana, accompagnato dal Ministro della Sanità della Siria che avrebbe personalmente chiesto un corridoio umanitario ai comandi militari americani, appena varcata la frontiera.

L'Unità per lo sminamento di INTERSOS è inoltre pronta ad intervenire per bonificare le aree infestate dalle micidiali bombe cluster che sono state usate in quantità durante i bombardamenti. Si tratta di interventi urgenti per salvare le vite dei civili di fronte a questi strumenti di morte attivi, come le mine, anche dopo la fine del conflitto.

2. All'esterno dell'Iraq, due operatori di INTERSOS stanno organizzando l'accoglienza dei profughi iracheni, in collaborazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Iran. Abbiamo visitato i siti lungo la frontiera, nella provincia di Kermanshah, dove sono previsti gli eventuali campi di accoglienza. Si tratta di un'area in corrispondenza con la regione di Baghdad e del Kurdistan orientale. Finora non si è registrato alcun significativo arrivo di profughi, ma tutto è pronto per poterli accogliere nel caso fosse necessario.
Anche in Siria, altri due operatori di INTERSOS stanno realizzando un lavoro analogo, in coordinamento con l'Alto Commissariato per i Rifugiati e con la Mezza Luna Rossa. I punti di riferimento sono le province di Dayr az Zawr e di Al Hasakah che si trovano in corrispondenza delle aree nord occidentali dell'Iraq.

Nel caso non si producessero esodi di profughi, gli stessi operatori di INTERSOS entreranno in Iraq, appena le condizioni permetteranno l'arrivo degli aiuti. Con altri operatori specializzati nei vari settori di intervento (in particolare sanità, acqua, sminamento, ricostruzioni), cercheranno di contribuire a dare le risposte immediate sia su Baghdad che in altre province bisognose.

Vi ringraziamo per il vostro aiuto che, per noi di INTERSOS, rappresenta anche un incoraggiamento ad affrontare, con spirito di solidarietà e con sempre maggiore impegno, le situazioni umanitarie più gravi.

Con viva cordialità,
Nino Sergi
Segretario Generale InterSOS

INFO
InterSOS
via Nizza 154, 00198 Roma
fax: 0685374364

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14 aprile 2003

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