Poveri di Sicilia

Raddoppiati i poveri. Il Banco alimentare cita i dati Istat: "La classe media è quella che inizia ad aver bisogno di aiuto"

25 novembre 2014

Nel 2013, il 28,4% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, secondo la definizione adottata nell’ambito della strategia Europa 2020. L’indicatore deriva dalla combinazione del rischio di povertà (calcolato sui redditi 2012), della grave deprivazione materiale e della bassa intensità di lavoro e corrisponde alla quota di popolazione che sperimenta almeno una delle suddette condizioni.
Partendo da un contesto di 6 milioni di persone in povertà estrema il dato preoccupante non  è solo il numero - sei milioni - di persone che in Italia non hanno nulla da mangiare, ma rilevare che in tre anni questo numero è quasi raddoppiato. Erano 3.415.000 nel 2011. Il rischio di povertà o esclusione sociale mostra la diminuzione più accentuata al Centro e al Nord (-7,7% e -5,9% rispettivamente), mentre nel Mezzogiorno, dove si registra una diminuzione del 3,7%, il valore si attesta al 46,2% (più che doppio rispetto al resto del Paese).

"In Sicilia in tre anni il numero dei poveri è praticamente raddoppiato. Le previsioni per il 2014 non sono lusinghiere" commenta Domenico Messina, direttore del Banco alimentare di Sicilia, che ha presentato la giornata nazionale della Colletta alimentare che si terrà sabato prossimo.
"Sapere che è la classe media quella che inizia ad aver bisogno di aiuto - ha aggiunto Messina - non tranquillizza, ma fa comprendere quanto è importante il senso della carità e della gratuità nei confronti di chi ha fame. In Sicilia, tramite le 990 strutture accreditate con il Banco, diamo aiuto a 370mila persone e a 37.300 bambini al di sotto dei 5 anni di età".

In provincia di Catania sono 201 i supermercati che hanno aderito alla Giornata della Colletta Alimentare e oltre 2.000 i volontari con la pettorina gialla che inviteranno a donare prodotti a lunga conservazione che verranno distribuiti alle strutture caritative. Tra i donatori anche quest'anno ci saranno i detenuti dell'istituto penitenziario di Catania in piazza Lanza. In Italia sono 27 le carceri che partecipano grazie a un'iniziativa promossa nel 2010 e inaugurata a Milano.
C'è un quartiere a Catania che sa bene cos'è il disagio sociale e il suo parroco, padre Orazio Bonaccorsi della Parrocchia San Giovanni Apostolo ed Evangelista, lo tocca con mano da tre anni, da quando è arrivato da Roma: nel Villaggio Dusmet e in una parte di Picanello ci sono 240 famiglie aiutate dalla Chiesa: quasi 900 persone e 85 bambini sotto i 5 anni, con problematiche sociali e materiali non di poco conto. Famiglie con almeno 3 figli e spesso con l'impossibilità di mandarli a scuola. La parrocchia organizza anche servizi volontari da parte di professionisti e ha attivato uno sportello per il Microcredito diocesano in collaborazione con la Caritas.

"Esiste un bisogno più originario e profondo che accomuna chi ha il cibo e chi non ce l’ha - ha dichiarato Federico Bassi, segretario nazionale della Colletta Alimentare - ed è quello di essere felici, accettati e voluti così come siamo. Non è un modo di dire, ma una realtà che tocchiamo con mano a ogni Colletta, a ogni raccolta. E di storie se ne potrebbero raccontare a centinaia, come quella dei due fidanzati che hanno partecipato alla Colletta del 2013 spinti dalla voglia di condividere insieme questa emozione di gratuità. Per conservarne il sapore per tutta la  vita, dopo sei anni di fidanzamento, hanno deciso di sposarsi scegliendo come data il 14 giugno2014 non sapendo ancora che sarebbe stato quello il giorno della Colletta Straordinaria. Eppure quel giorno - pur vestiti da sposi - si sono presentati al supermercato, hanno indossato la pettorina gialla e hanno fatto i volontari". [Fonte: Lasiciliweb.it]

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25 novembre 2014

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