Presente a Cannes una buona opera prima di una regista siciliana

Unico film italiano selezionato ''L'Isola'' di Costanza Quatriglio

24 maggio 2003
Alla «Quinzaine des realizateurs» giunge finalmente il giorno di un film italiano, l'unico selezionato, capace probabilmente di confermare l'emozione positiva che, in un confortante crescendo, lega quest'anno il cinema italiano al Festival: è il giorno de «L'isola» opera prima di Costanza Quatriglio in concorso per la «Camera d'or». «L'isola» della Quatriglio dista poche bracciate di mare dalla costa siciliana ma è un luogo a parte, carcere per chi vi abita, sogno per chi la guarda. Carcere che da sempre convive con i suoi abitanti, scavato nel tufo, recintato dal cemento dove i detenuti vivono in semi-libertà a pochi passi dagli isolani ma anche terra di una favola contemporanea, quella di Turi e Teresa.

I due sono fratelli, figli adolescenti di un pescatore e la cinepresa della giovane regista li coglie nel passare delle stagioni e delle emozioni, lungo un anno che cambierà la loro vita. «Ho scritto il soggetto molti anni fa quando studiavo ancora al centro Sperimentale – racconta la trentenne Costanza – dopo aver diretto qualche cortometraggio astratto o visionario con cui in fondo questo film ha poco a che fare. In mezzo infatti ho praticato le strade del documentario, mi sono molto appassionata al tema dell' adozione internazionale, ho cercato strade diverse per raccontarmi. Per questo il mio primo film è difficile da definire, è una storia totalmente inventata ma che prende vita dalla conoscenza dei luoghi e delle persone, è un film di finzione girato con negli occhi il tempo della vita e quindi i ritmi del documentario». Quasi tutto il cast è fatto da non professionisti che, in modo più o meno cosciente, hanno travasato nel film le loro esperienze. Tra loro Marcello Mazzarella si è reinventato persona tra persone interpretando il ruolo del padre, un pescatore che cerca invano di capire cosa sta accadendo nella sua famiglia. Mazzarella, siciliano anch'egli, dà accenti di assoluta veridicità al personaggio e si conferma uno dei migliori attori che oggi il cinema italiano può offrire.

A quanti, come è quasi inevitabile, parleranno domani di un «Respiro 2» evocando le similitudini di ambientazione fra il film di Emanuele Crialese e questa storia di Costanza Quatriglio si deve ricordare che l'approccio ai temi e all'ambiente non potrebbe essere più diverso: tanto il primo rievocava una fiaba ancestrale fatta di archetipi, tanto il secondo è appunto una fiaba contemporanea fatta di persone. La chiave per cogliere l'animo segreto de «L'isola» diventa dunque, quasi a sorpresa, la sua musica, una partitura jazz costantemente reinventata da Paolo Fresu che lascia il segno fino a diventare personaggio vivo nel cuore della narrazione. Quatriglio, una minuta ragazza palermitana dai capelli neri e dal gesto gentile che nasconde una volontà di ferro, annuncia già di essere al lavoro su un nuovo progetto, ancora una storia dichiaratamente inventata, che la riporta però al tema dell'adozione, alle esperienze fatte come documentarista.

Fonte: Gazzetta del Sud di giovedì 22 maggio 2003

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24 maggio 2003

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