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Quo vadis, baby?

Salvatores si misura con un noir al femminile. Tratto dall'omonimo romanzo di Grazia Verasani

27 maggio 2005

 



Noi vi segnaliamo...
QUO VADIS, BABY ?
di Gabriele Salvatores

Il noir, genere maschile per eccellenza, si colora di rosa. Un rosa sporco di sangue forse, ma comunque rosa, perché la donna non è più 'contorno': femme fatale, vittima o dark lady, ma investigatrice e protagonista. Un passo avanti importante che mette in crisi le regole del genere, tanto più significativo quando a farlo è un regista come Gabriele Salvatores da sempre molto attento a rifondare, e perché no, sdoganare, i generi nel nostro paese, culturalmente piuttosto refrattario appunto al cinema 'di genere'.
Siamo a Bologna, la città labirinto di portici, Giorgia Cantini è un'investigatrice privata quasi quarantenne. E' single e passa la notte nei locali ad ascoltare musica e a bere. Tormentata dal dubbio di aver sprecato la proprio vita Giorgia viene, un giorno, messa di fronte al proprio passato quando Aldo le consegna una scatola di scarpe piena di lettere di sua sorella maggiore Ada. Sono passati sedici anni da quando Ada, trasferitasi a Roma in cerca della grande occasione come attrice, si è suicidata. Le lettere riportano a galla antichi sentimenti ed emozioni che sembravano scomparsi nel tempo. Giorgia si trova così alle prese con l'indagine più difficile della sua vita, quella dentro se stessa. Tratto dall'omonimo romanzo di Grazia Verasani, costruito come un noir 'psichedelico'.


Distribuzione Medusa
Durata 108'
Regia Gabriele Salvatores
Con Gigio Alberti, Angela Baraldi, Claudia Zanella, Elio Germano, Andrea Renzi, Luigi Maria Burruano
Genere Thriller

Angela
Salvatores ha motivato lapidariamente la scelta di Angela Baraldi per il ruolo di Giorgia con queste parole: ''non cercavo un'attrice professionista, ma semplicemente la donna giusta''. Forse non tutti la conoscono, ma la Baraldi è una musicista-cantante che ha contribuito allo slancio vitale della musica underground degli anni Ottanta e oltre. Ha lavorato con gli Stadio, Luca Carboni, De Gregori e tanti altri grandi nomi italiani. Ha inciso anche diversi album suoi, sempre ricercati e belli, mai banali.  Il film - parola di Salvatores - le somiglia: ha un andamento musicale tra il beat e lo psichedelico, ed è molto bolognese nell'ambientazione.

Buzz
Il film è stato girato a Roma e Bologna. A Roma si svolge la storia nel passato, mentre Bologna è il luogo del presente della protagonista. Salvatores ci ha messo molto cinema dentro, dal titolo che rimanda alla battuta di Marlon Brando in ''Ultimo tango a Parigi'' a ''M'' di Fritz Lang, film che scorre davanti agli occhi della protagonista e che ha a che vedere in qualche modo con la sua storia.

La critica
''Si respira un'aria da bottega dell'artista dove i segreti tecnici non mancano e tutto è sotto perfetto controllo. (...) Salvatores fa infine un film 'dalla parte delle donne' che caratterizza nell'ansia di conoscere, nel conflitto con il padre (...) Il disimpegno normalmente è funzionale al poliziesco, al più si può mantenere uno sguardo vagamente critico nei confronti della società, in alcuni casi poi è la voce del disincanto più totale. Ma questa indagine che riporta indietro nel tempo potrebbe essere la metafora principale della nostra vita contemporanea, i famosi trent'anni di oblio le cui tracce oggi sono state cancellate, gli anni settanta che tornano anche qui prepotente''.
Silvana Silvestri, 'il manifesto'

''(...) Del cinema ha conservato un'idea di sperimentazione e di viaggio di ricerca. Scegliendo questa volta il genere noir,(...), ha voluto intanto dire che ogni mezzo espressivo, anche il più apparentemente indiretto, e forse più del realismo spicciolo, è buono per parlare di noi. Le identità, le responsabilità, le colpe, i rimorsi, paternità irrisolte e condizione filiale tradita, la verità. (...) Tutto esorta a parlare di sperimentazione. L'operazione editoriale e letteraria a monte, concepita come ricerca di storie e talenti per lo schermo, la tecnica di ripresa (alta definizione digitale), le tre tonalità di luce e colore destinate a rappresentare altrettante dimensioni spaziotemporali: l'oggi di Giorgia e della narrazione, il passato dei ricordi familiari, le autoriprese di Ada. E il cast. Accanto a un antico complice come Gigio Alberti, due giovani promesse come Claudia Zanella e Elio Germano, e due attori importati da altre famiglie: Andrea Renzi e Luigi Maria Burruano. Ma soprattutto la non-attrice Angela Baraldi, cantante, chiamata a dare corpo e anima alla prima protagonista femminile (e alla prima scena di sesso) nel cinema di Salvatores''.
Paolo D'Agostini, 'la Repubblica'

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27 maggio 2005
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