Ricordate la favola della formica e della cicala?

Mentre la formica lavorava la cicala beatamente se la cantava, ma con questo caldo…

11 agosto 2003
Che fatica cantare con 40 gradi di temperatura! E le cicale gettano la spugna, preferendo restare mute. Il caratteristico frinire di questi insetti, tradizionale colonna sonora di molte notti estive, ha infatti subito una notevole diminuzione, probabilmente proprio per effetto del clima torrido.

A rilevarlo sono gli esperti dell'Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Firenze, secondo cui anche le cicale risentono, come altri animali, dei cambiamenti climatici in atto nel Pianeta. ''E' chiaro - precisa Giampiero Maracchi, direttore dell'Ibimet-Cnr - che non si tratta di una prova scientifica: il clima si studia soprattutto attraverso i satelliti e i calcoli matematici, ma non bisogna neppure trascurare le indicazioni che ci vengono dalla natura''.

Che effettivamente proprio in questi giorni evidenzia una netta diminuzione del canto che i maschi delle cicale utilizzano come richiamo amoroso. Questa riduzione, secondo Maracchi, ''potrebbe trovare un'ulteriore spiegazione nel fatto che il loro ciclo è cominciato molto presto, addirittura a fine maggio, e quindi ci troveremmo di fronte alla conclusione fisiologica delle loro tre attività tipiche: cantare, amare e morire. Inoltre - conclude - proprio in questi giorni stiamo assistendo a variazioni climatiche di rilievo, con l' arrivo di piogge intense anche al Centro della nostra penisola, che insetti e animali avvertono tradizionalmente con largo anticipo''.

Fonte: Ansa

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11 agosto 2003

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