Scoperto per caso, ignorato per volontà

A Mazara del Vallo (TP) un sarcofago misterioso che nessuno… può vedere!

28 novembre 2002
Circa due anni fa, durante i lavori di restauro della Basilica di Mazara del Vallo, sotto la cattedra del vescovo venne alla luce uno stupendo sarcofago in marmo bianco, risalente al III secolo d.c.

All’inizio tutti si diedero da fare per stabilire a chi fosse appartenuto e perché quella strana collocazione.


Le ipotesi, nel corso degli anni, sono state diverse: chi pensa che sia stato collocato lì perché conteneva le spoglie di un vescovo e, quindi, si voleva perpetuare la sua missione pastorale; chi invece ha sostenuto che forse si trattava di un vescovo poco amato e per questo sepolto lontano e soprattutto senza copertura. Il sarcofago è stato infatti ritrovato senza il coperchio.
Di certo ci sono solo le origini del sarcofago: il marmo è stato estratto da una delle tre cave di Paro, un’isola del mar Egeo, e lavorato nelle officine romane. Probabilmente la tomba doveva servire ad ospitare le spoglie della moglie di un patrizio romano. La forte presenza della classe senatoriale in questi territori, infatti, designa il possibile committente. Altri, nel corso del tempo, probabilmente si sono impossessati di quel sarcofago.

La nota triste di tutta la vicenda è che quel reperto romano si trova in una cappella della Basilica, chiuso a chiave dietro un cancello e nessuno può avvicinarsi ad ammirarlo.
Padre Alcamo auspica che presto qualcuno si interessi a questo caso: ''il sarcofago va protetto, ma non in questo modo''. Egli stesso suggerisce la soluzione affermando che si potrebbe attrezzare la chiesa a museo. Il parroco appare tuttavia sfiduciato per via di tante promesse mai mantenute da parte dei politici.


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28 novembre 2002

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