Secondo un sondaggio, i palermitani a tavola ''se la pigliano comoda''

29 ottobre 2002
La differenza c’è ed è netta, tra le abitudini alimentari degli italiani che stanno a Nord  e quelli che stanno al Sud, infatti secondo una ricerca, gli abitanti che risiedono più vicino all’equatore stanno a tavola più a lungo, mentre invece, la parte italica più vicina all’artico vi si trattiene troppo poco.

Il periodico Dimagrire ha analizzato le abitudini alimentari di 600 italiani (55% donne; 45% uomini)

tra i 20 e i 55 anni, equamente divisi per capoluoghi di residenza.
Uno dei punti centrali della ricerca ha riguardato il tempo che, mediamente, viene ''speso'' per i pranzi.
Gli esperti hanno trovato molto significativi i risultati, che hanno messo in rilievo anche della cultura dello stare a tavola.
Quindi, ai milanesi va la palmares dei più sbrigativi, perché, cronometro alla mano, per pranzare utilizzano mediamente solo 18 minuti. Cioè ben 42 in meno rispetto ai palermitani, per i quali, evidentemente, il pranzo è quasi un rito, da celebrare lentamente, senza farsi condizionare dal lavoro o dalla fretta.

Il parametro chiamato ''tempo di permanenza a tavola'' è sotto ai 30 minuti al nord Italia (25 minuti a Torino e 20 a Padova), intorno alla mezz'ora al centro (27 a Firenze, 30 ad Ancona, 35 a Roma). Tra i motivi di base del diverso tempo utilizzato per pranzare, un posto importante spetta alla tipologia del piatto ideale che, al Sud, deve essere abbondante (24%), saporito (22%) e soprattutto lento (27%). Per il 7% deve essere "leggero" o "frugale" (4%).
Al Nord solo il 9% degli intervistati ha risposto "abbondante", mentre il 24% lo vuole "veloce" e "leggero" (19%), anche se il 20% non rinuncia ad un pasto "saporito".

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29 ottobre 2002

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