Terremoto e Dna

Il grande terremoto che nel 1908 rase al suolo Messina potrebbe aver mutato il Dna della popolazione dello Stretto

28 luglio 2007

Il grande terremoto che nel 1908 rase al suolo Messina, e considerato uno degli eventi più catastrofici del XX secolo (leggi), potrebbe addirittura aver mutato il Dna della popolazione dello Stretto.
''L'alterazione delle condizioni ambientali provocate dal terremoto del 1908, possono aver comportato alla popolazione di Messina, cambiamenti nel codice genetico''. E' quanto detto dal prof. Calogero Ciaccio, della Banca Regionale del Cordone Ombelicale di Sciacca (AG), che ha presentato ieri il progetto di ricerca ''Terremoto e Dna'' nato da studi condotti sui cordoni ombelicali di donatori messinesi. Infatti, l'osservazione delle particolari caratteristiche genetiche di circa 6 mila unità di sangue placentare e di circa 4 mila donatori di midollo osseo, ha portato il prof. Ciaccio e il prof. Maurizio Tosi, paleontologo, a concentrare l'attenzione su alcune caratteristiche del sistema Hla, quella parte del Dna in contatto con l'esterno e che è più esposta alle pressioni ambientali.
Queste indagini hanno mostrato una maggiore presenza di molecole di DR11 nel Dna della popolazione dello Stretto. A causare queste alterazioni potrebbe essere stato il radon, elemento radioattivo (numero atomico 86 e simbolo Rn), i cui effetti si sarebbero propagati all'indomani del terremoto.

Al momento si tratta soltanto di un'ipotesi che dovrà essere confermata dagli esami che verranno condotti su 250 salme di persone decedute prima dell'evento catastrofico e di altre analisi su emigrati di Messina. Una ricerca che sarà resa possibile grazie ai fondi messi a disposizione da un gruppo di esperti e dalle università interessate.
Soltanto dopo questi esami si avranno elementi per confermare se quella di un'alterazione del patrimonio genetico dei nati dopo il sisma del 1908, non è solo un'ipotesi e dare il via al progetto vero e proprio.
Del gruppo di ricerca fanno parte docenti delle università di Messina, Roma, Genova, Bologna, ed esperti della Banca Regionale del Cordone Ombelicale, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dell'Istituto zooprofilattico della Sicilia, e del Ris dei carabinieri.
''Non abbiamo il dovere di dare risposte - ha spiegato il paleontologo Maurizio Tosi - ma di farci domande. C'è un dato di fatto che dobbiamo verificare, al di là delle teorie, riesumando un numero sufficiente di cadaveri di vittime del terremoto del 1908 e analizzarne il Dna. Con altri prelievi che saranno compiuti sugli emigrati da Messina, si potrà riscontrare se la mutazione c'era o meno prima dell'evento sismico che causò oltre 80 mila morti''.

Per il sindaco di Messina, Francantonio Genovese, che ieri ha partecipato alla presentazione del progetto insieme all'assessore alla sanità, Francesco Squadrito e all'assessore Angela Bottari, delegato all'Evento Messina 2008, ''dal punto di vista storico e sociale, giuridico ed economico, le vicende conseguenti a quel disastro e l'andamento della ricostruzione rappresentano un tema che a cento anni di distanza non può ancora dirsi esaurito. Ci sono quindi ancora gli effetti di lunga durata, che si riverberano sul territorio ed il centenario è un'occasione essenziale, sia sul piano della memoria che della ricerca scientifica''.

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28 luglio 2007

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