Tristezze d'estate. A Siracusa viene negato il mare ai disabili psichici

Di seguito una denuncia dell'A.Fa.Di.Psi. (Associazione Familiari Disagio Psichico)

21 agosto 2003
Non tutti i giovani disabili psichici inseriti nelle strutture del Dipartimento di salute mentale possono partecipare alle attività di balneazione. Lo denuncia l'A.Fa.Di.Psi. (Associazione Familiari Disagio Psichico) di Siracusa.

"Quest'anno – scrive l'associazione – inspiegabilmente il servizio è usufruito solo da una parte degli utenti e sono rimasti esclusi i ragazzi che frequentano il Centro Diurno solo per le attività di gruppo e non come accoglienza giornaliera. Sono state chieste spiegazioni all'Asl, ma – afferma l'A.Fa.Di.Psi. – il dottor Lo Magro, direttore del dipartimento, ci ha risposto che essendo questa attività non di pertinenza sanitaria, non rientrava nelle competenze del Servizio".

Si chiedono i familiari dei disabili: "Ma allora chi deve pensare a questa attività che, tra l'altro, è quasi l'unica riabilitativa che viene proposta in estate per i nostri ragazzi? Perché alcuni utenti possono partecipare ed altri no? Quali sono i criteri di inserimento? E se è il Comune che ci deve pensare, come lascia capire Lo Magro, chi si sta interessando al problema?”

Commentano i familiari dei disabili psichici: "Per noi che pensiamo a nuovi progetti e a nuove opportunità per i nostri ragazzi, è veramente umiliante continuare a lottare per la sopravvivenza: soggiorni estivi, opportunità di lavoro, assistenza territoriale, laboratori protetti".

Ma i problemi della utenza psichiatrica non si fermano qui: "Il personale della salute mentale viene lentamente, ma inesorabilmente, trasferito in altri servizi ed il personale che va in pensione non viene sostituito. Ma c'è da qualche parte scritto quanti debbono essere gli operatori in servizio per ogni struttura? Le strutture ed i servizi sono spesso o inesistenti o allocati male o inadeguati ed insufficienti soprattutto nei dipartimenti di Noto e di Lentini (Servizi di diagnosi e cura, Unità di crisi, Centri diurni)".

Conclude l'A.Fa.Di.Psi.: "Questo è l'anno europeo del disabile. Altrove gli enti pubblici locali presentano progetti di eccellenza. Qui da noi, invece, si tolgono anche quelle piccole cose che renderebbero la qualità della vita quotidiana di chi soffre un po' meno grigia. Qualcuno saprà risponderci?".

Fonte: Gazzetta del Sud

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21 agosto 2003

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