UBRIACO D'AMORE

Anderson si dedica ad una storia più lieve, senza rinunciare al suo stile introspettivo e curioso

25 marzo 2003
 

 

 
Noi vi consigliamo di vedere…
UBRIACO D'AMORE
di Paul Thomas Anderson


Dopo Magnolia il regista Paul Thomas Anderson voleva dedicarsi ad una storia meno drammatica, più ''lieve'', senza per questo rinunciare al suo stile introspettivo e curioso di personaggi singolari. L'idea gli venne leggendo un articolo sul Time dove si parlava di un certo David Phillips, che aveva scoperto un meccansimo per sfruttare la promozione di una compagnia aerea. Acquistando 12.150 confezioni di pudding Healty Choice era riuscito ad accumulare 1,25 milioni di miglia. La cosa più buffa era che il Sig. Philips non era mai salito su un aereo. L'idea successiva fu quella di affidare il ruolo del protagonista ad Adam Sandler, sinonimo di commedie romantiche ''usa e getta'', divertenti e superficiali.
Il risultato, nella miglior tradizione di Anderson, è originalissimo: una commedia sentimentale ''estrema'', tra persone solitarie e mediamente infelici, insomma normali, e con un Adam Sandler ‘decalcificato' e finalmente vivo. Il film ha vinto il Premio per la miglior regia all'ultimo festival di Cannes ed è già un cult oltreoceano.


Distribuzione
Columbia
Durata 97'
Regia Paul Thomas Anderson
Con Adam Sandler, Emily Watson, Philip Seymour Hoffman, Luis Guzman
Genere Commedia

Sinossi
Barry Egan (Adam Sandler), vende articoli per la casa in uno spazio di un grande magazzino. Nonostante sia piuttosto grandicello, vive ancora in famiglia: unico fratello con sette sorelle. Chiuso, introverso, Barry è una brava persona, ma con un pessimo carattere, tendente facilmente all'aggressività. Oltre alle ''miglia aeree'', Barry colleziona anche altre stravaganze e, contro la solitudine, ricorre spesso ai telefoni erotici. Quando incontra Lena (Emily Watson), timida e silenziosa amica di una delle sorelle, tra i due l'attrazione scatta subito, ma fatica a quagliare. Finalmente, quando lei deve recarsi alle Hawaii per un viaggio di lavoro, Barry decide 'eroicamente' di seguirla.

Lontano dalle complicazioni inquietanti di Magnolia, Anderson, senza rinnegare il suo mondo, rivisita Tempi moderni di Chaplin, spendendo ancora una volta una parola sul valore alienante della città moderna e l'importanza e la magia di un incontro, anche il più improbabile.

La regia
Paul Thomas Anderson ha trentanni ed è californiano doc. Figlio del cinema di Mann e Soderbergh, è uno dei giovani maestri della nouvelle vague del cinema Usa, quella dei Nolan e dei Payne per intenderci. Al suo attivo ha due cult: Boogie Nights e Magnolia. Il suo è un linguaggio fresco mai bolso e volutamente intellettuale, cinéma stilo che ha imparato la lezione europea, ma anche molto personale e soprattutto attento al pubblico. Dopo Sandler, Anderson ha 'reclutato' Emily Watson, un'altra attrice che ama molto. Ma ad una condizione: ''Se ti viene in mente qualcosa che hai già fatto in altri film, cancellala''. Ed ha voluto che tutta la produzione fosse improntata a questa filosofia del ''non sono mai stato qui, non l'ho mai fatto''. ''L'obiettivo era creare qualcosa di diverso, adottando un approccio più istintivo rispetto a tutte le esperienze precedenti.''

Fonte: primissima.it

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25 marzo 2003

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