Palermo è un "Giardino Planetario"

Il concept di Manifesta 12: un’indagine sui fenomeni geopolitici, sociali ed ecologici di oggi

29 novembre 2017
Palermo è un Giardino Planetario

"Veduta di Palermo" di Francesco Lojacono (1875)

"Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza" è il titolo e il programma di fondo della XII edizione di Manifesta, la biennale itinerante europea partita da Lubiana nel 2000, che si svolgerà a Palermo dal 16 giugno al 4 novembre. Nel capoluogo siciliano verrà sviluppato il tema della coesistenza e lo si farà nel segno dell'interdisciplinarità, con numerosi eventi (alcuni già partiti) e l'adesione delle maggiori istituzioni civiche della città Capitale italiana della Cultura 2018.

Palermo negli anni è riuscita a ritrovare la propria centralità grazie alla cultura del dialogo tra le diversità. Una città "controcorrente" che si è - da sempre - evoluta grazie all'accoglienza e alle coesistenze, quindi, capace di offrire a Manifesta un terreno fertile e fruttuoso per il dialogo e l'arricchimento reciproco. Non a caso, per la realizzazione del progetto curatoriale si è ricorsi (per la prima volta) all'esperienza di uno studio internazionale, quello di architettura OMA (Office for Metropolitan Architecture) che, con l'obiettivo di ottenere una comprensione più profonda delle strutture sociali, culturali e geografiche di una città tanto complessa e stratificata, ha dato vita a "Palermo Atlas". "Si tratta - ha spiegato l'architetto italiano e partner di OMA, Ippolito Pestellini Laparelli - di un'approfondita ricerca sulla città passata e presente, una raccolta di modelli, percezioni, storie e testimonianze raccolte sul terreno, visitando un centinaio di siti. Da un lato, Palermo è punto di partenza per raccontare la storia del Mediterraneo e dell'Europa in generale, dall'altra è una riflessione sulle caratteristiche specifiche della città".

Manifesta 12 Palermo, Orto Botanico, 2017. Photo by CAVE Studio

Due le suggestioni - una pittorica e l’altra "botanica" - da cui scaturisce il tema della biennale, quest’anno particolarmente centrata sullo studio dei fattori "ambientali" che determinano le dinamiche sociali, antropologiche e politiche dell’umanità. La prima è Veduta di Palermo, dipinto realizzato da Francesco Lojacono del 1875 e conservato presso la Galleria d’Arte Moderna di Palermo. Nel quadro sono rappresentate diverse specie botaniche, e quasi tutte non indigene: gli alberi d’ulivo provengono dall’Asia, così come il pioppo tremulo arriva dal Medio Oriente, l’eucalipto dall’Australia, il fico d’India dal Messico, il nespolo dal Giappone. Questo sottolinea come Palermo sia sempre stata città di snodo di molteplici flussi migratori, attraversata e modellata dalle differenze e dalle contaminazioni. Ispirandosi a questi concetti e alla storia dell’Orto Botanico di Palermo (istituzione fondata nel 1789 come laboratorio finalizzato alla coltivazione, allo studio e all’integrazione di specie straniere), Manifesta 12 si concentrerà sull’idea di "giardino", esplorandone la capacità di aggregare le differenze e generare vita. L’altra suggestione arriva dalla teoria formulata da Gilles Clément, botanico francese che nel 1997 ha definito il mondo come un "giardino planetario", di cui l’umanità ha il compito di essere il "giardiniere".

Manifesta 12 Palermo, Piazza Magione, 2017. Photo by CAVE Studio

Ecco dunque "Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza". Quasi un universo mosso da reti informative invisibili, interessi privati transnazionali, processi ambientali e ineguaglianze proprio attraverso la lente unica di Palermo, crocevia nel cuore del Mediterraneo, divenuta così laboratorio per le sfide contemporanee e per possibili risvolti futuri.
Dice Hedwig Fijen, direttrice di Manifesta: "Il valore aggiunto di Manifesta 12 è il fatto che il programma della biennale si svolge a Palermo, città in cui si articolano importanti fenomeni geopolitici, sociali ed ecologici del nostro tempo. Per Manifesta 12, Palermo rappresenta le profonde complessità che tutto il mondo sta affrontando. Speriamo che la kermesse crei nuove prospettive in termini di eredità materiale e immateriale per il futuro della città".

Tra i luoghi che ospiteranno le numerose iniziative, il Teatro Garibaldi, Piazza Magione, la Chiesa dei Santi Euno e Giuliano, l'Orto Botanico.

[Informazioni tratte dagli articoli di Nicoletta Castagni (ANSA) e Desirée Maida (Artribune)]

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29 novembre 2017

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