Aidone, balcone di Sicilia

Dall'Etna ai Nebrodi, dalla Piana di Catania al Mar Ionio, sino a Siracusa

15 novembre 2016
aidone-balcone-di-sicilia

ph. Morgantia07 - Opera propria, Pubblico dominio

Su un'altura delle pendici orientali dei Monti Erei che domina la Piana di Catania, sorge Aidone il 'Balcone di Sicilia' così chiamato per la sua posizione molto elevata che ne fa uno dei posti più belli dell'isola, dove si può respirare un'aria fresca e pura e si può godere di incantevoli panorami che si aprono in ogni direzione: dall'Etna ai Nebrodi, dalla Piana di Catania al Mar Ionio, fino a Siracusa. Aidone è il posto ideale dove trascorrere le proprie vacanze sia durante l'estate quando sulla costa l'afa rende la vita difficile, sia nel periodo invernale quando il paesaggio si imbianca e i tetti delle case si riempono di neve.

Dove MANGIARE in provincia di Enna
Dove DORMIRE ad Aidone

Le tappe del nostro itinerario

TappaChiesa di Santa Maria la Cava

La presenza umana in questi luoghi è antichissima e affonda le sue radici nella preistoria di cui rimangono numerose tracce in grotte, cunicoli e pozzi occultati dall'odierno tessuto urbano. Aidone fu molto amata dagli Arabi per l'abbondanza d'acqua che la caratterizza ancora oggi, ma soltanto con i Normanni acquisì dignità di un'entità territoriale autonoma divenendo una città lombarda, strategicamente importante e politicamente rilevante. Risale proprio a questo periodo la Chiesa di Santa Maria la Cava o del Piano che conserva l'originaria struttura dell'abside, mentre la poderosa torre campanaria, la facciata e l'interno hanno subito diversi interventi che hanno stravolto l'antico assetto.
Sulla piazza Cordova si affaccia la Torre Adelasia, che oggi costituisce la torre campanaria di Santa Maria la Cava, ma in origine era una delle torri di difesa lungo le mura che costeggiavano le pendici occidentali del borgo normanno.


ph. Morgantia07 - Opera propria, Pubblico dominio

TappaChiesa di SantAntonio Abate


ph. Morgantia07 - Opera propria, Pubblico dominio

Del perido Normanno è pure la Chiesa di Sant'Antonio Abate, immersa nella quiete di una campagna verdeggiante, affiancata da un robusto campanile restaurato nel '700. L'edificio era stato adibito a moschea dai Saraceni e il portale principale in pietra calcarea giallo-rosata, rivela l'influsso di abili maestranze musulmane. Il periodo di pace e floridità economica vissuto sotto i Normanni finì durante le successive dominazioni SveveAngioineAragonesi in cui la città rimase vittima a più riprese di una serie di assedi, vessazioni, tradimenti e distruzioni che falciarono la popolazione e le sue risorse.
Del periodo Aragonese rimangono dei segni nel 'Castellaccio' che si trova nel punto più alto della città. La costruzione edificata su una fortificazione saracena cadde in rovina in seguito al terremoto del 1693 e successivamente venne abbandonato.
Sempre in questo periodo nacque il quartiere settentrionale della città, fitto di stradine e cortili, mentre più a sud, il tessuto urbano si andò strutturando più regolarmente tra strade e slarghi ombreggiati da palazzotti e chiese.

TappaChiesa di San Leone


ph. Morgantia07 - Opera propria, Pubblico dominio

Nel 1599 il Barone Lorenzo Gioeni fece restaurare la splendida Chiesa di San Leone, una delle più antiche della città che fu nuovamente restaurata dopo il disastroso terremoto del '700. L'esempio venne seguito anche da una serie di ordini monastici che restaurarono, ampliarono o decorarono i loro conventi e le annesse chiese.

TappaChiesa e il Convento di San Domenico


ph. Morgantia07 - Opera propria, Pubblico dominio

Domenicani, nel 1419, restaurarono la Chiesa e il Convento di San Domenico, progettati dall'architetto aidonese Leonardo di Luca su incarico di Frà Vincenzo da Pistoia. Il complesso sorse su una precedente piccola chiesetta che custodiva come reliquia una delle spine della corona della passione di Cristo e successivamente fu dedicata a San Vincenzo Ferreri, santo spagnolo che qui aveva predicato.

TappaChiesa di SantAnna


ph. Morgantia07 - Opera propria, Pubblico dominio

Anche i Padri Riformati fondarono il loro convento arricchito da preziosi affreschi e da un chiostro. Annessa al convento c'era anche la Chiesa di Sant'Anna, originariamente dedicata a Santa Rosalia, che conserva un'armadio intarsiato del 1660 e un pregevole crocifisso ligneo, scolpito nel 1635 da Frà Umile da Petralia

TappaChiesa di San Lorenzo (Chiesa Madre)


ph. Morgantia07 - Opera propria, Pubblico dominio

Nel 1693 un terribile terremoto sconvolse tutta la Val di Noto, distruggendo numerosi edifici religiosi che furono in buona parte ricostruiti in seguito. Tra questi c'è la Chiesa di San Lorenzo (la Chiesa Madre), subito restaurata e arricchita da preziose opere d'arte trasferite dalla Chiesa di Santa Caterina, completamente distrutta. Dell'originario impianto normanno restano i contrafforti laterali.
Della Chiesa di San Michele, che si trova nell'attuale centro storico nella zona del Calvario, rimane invece una torre campanaria, decorata da tre ordini di archi ciechi e dall'immagine dell'arcangelo scolpito su una lastra di pietra. La chiesa era legata ad un convento benedettino che nel 1535 passò ai frati minori francescani e alla fine del '600 fu sede del Santo Uffizio.
Nell'800, beneficiando dell'industria solfifera in espansione, Aidone visse una stagione economica ricca che diede il via ad una serie di restauri di chiese come quella di Santa Maria la Cava, impreziosita da splendide decorazioni dorate.

TappaEremo di San Marco

Altre chiese da visitare sono la Chiesa di San Giovanni, risalente al 1229 e appartenente all'ordine dei Templari, il cui portale e campanile sono costruiti con pietra locale bianca e rossa; la Chiesa di Santa Caterina da Siena del 1535, con annesso monastero i cui ruderi sono nell'attuale via Roma. Fuori dal centro abitato, nella zona Scalazza, si trova l'Eremo di San Marco del 1140, con l'annesso ospedale che venne fondata dai cavalieri templari di ritorno dalla Terrasanta.

TappaMuseo archeologico regionale

Gli appassionati di archeologia possono visitare Morgantina (V sec. a.C.), antica patria dei Morgeti, popolazione italica proveniente dall'Italia centro-meridionale, o fare un salto al Museo Archeologico che ha sede nei locali dell'ex Convento dei Cappuccini e custodisce i reperti di oltre 30 anni di scavi condotti a Morgantina. La sala di Cittadella accoglie i materiali provenienti dallo scavo, effettuato nell'omonima contrada, dell'insediamento morgetico risalente alla fine del I millennio a.C., i corredi delle necropoli indigene dei secoli VIII-VII a.C. e quelli delle contemporanee necropoli greche. La sala di Serra Orlando ospita i reperti appartenenti all'area di Morgantina, relativi al periodo della sua ricostruzione. Nell'ex refettorio del convento, il plastico dell'area archeologica prepara alla visita delle sale didattiche.
Il museo, in un'apposita sala, custodisce la meravigliosa Venere di Morgantina.

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia