''Un concerto per Rosa''. Al Teatro Club di Catania un omaggio alla grande Rosa Balistreri

La voce della Sicilia in un concerto e una mostra che ne ripercorre la vita e la carriera

30 dicembre 2003
Martedi 30 Dicembre, ore 21.30
Teatro Club - Piazza San Placido - Catania

Per... Rosa Balistreri
serata dedicata all'indimenticabile cantante del Folk Siciliano
Recital con
Rita Botto - voce
Francesco Calì - tastiere
Lelio Giannetto - contrabbasso
Ruggero Rotolo - batteria
 
Mostra Fotografica allestita dal Teatro dei Naviganti di Messina.
Percorso per immagini della vita e della carriera di Rosa Balistreri

Ingresso libero

"Malidittu ddu mumentu ca grapivu l'occhi nterra nta stu nfernu"
Nessun'altra voce come quella di Rosa Balistreri, riusciva ad esprimere in senso più compiuto i toni drammatici di una Sicilia che sembra uscire gonfia di dolore e di speranze dalle modulazioni di un sentimento antico.
Povera e orgogliosa, varcò anche lei i confini in cerca di fortuna. Non scelse una città industriale dove il prezzo più costante che si paga al pane è l'atrofia del cuore. Da Licata sbarcò a Firenze, dove la sua esperienza di emigrante si sarebbe maturata nel tirocinio di nuovi sacrifici, costantemente rivolta a indovinare lo scopo preciso della sua esistenza.
Il tesoro di Rosa non era tanto la voce, quanto la proiezione nella sua memoria di tutte le canzoni che aveva ascoltato in Sicilia, in assolate campagne o in riva al mare d'Africa che corrode col vento e la salsedine la costa di Agrigento. L' Isola cantava in Lei. Una voce affondata in radici di un canto senza tempo, vivo di immagini e di commozioni nella persistente attualità dei pochi temi che hanno sempre alimentato il dolore e l'amore della Sicilia. E qui maturarono sicuramente i temi e le scelte che hanno fatto grande il suo repertorio tramutando la vicenda d'arte in lezioni di civiltà e di vita che portò su quasi tutte le piazze d'Italia fino all'estremo della sua esistenza.

La sua matrice è quella dell'impegno sociale, dell'amore che consuma, del dolore. Alle spalle della Balistreri c'era la migliore tradizione della canzone popolare siciliana, che non è certamente quella altrove impiegata per i più facili consumi di un malinteso senso del folklore.
I testi da Lei interpretati provengono in parte dalle raccolte di Alberto Favara e in parte ripescati nell'entroterra siciliano dove le vecchie "canzuni" riescono ancora a ravvivare la fantasia di un popolo che vive attanagliato nelle antiche paure e sollecitato dall'antica rabbia. Sono canzoni che parlano di desideri mai avverati, pertanto hanno spesso il carattere dell'invocazione e della preghiera perché la "grazia dell'affrancazione delle tirannie si avveri. Da ciò deriva il carattere religioso di molte canzoni, una religiosità schietta e non ossessiva".
A questa donna, immagine simbolica del folk siciliano amica di artisti ed intellettuali quali Renato Guttuso, Leonardo Sciascia, Ignazio Buttitta che a lei aveva dedicato alcune tra le liriche più belle, il Comune di Licata ha intitolato una strada, una manifestazione che ogni anno, a settembre, (per la precisione è morta il 21 settembre 1990 a Palermo) si tiene puntualmente a Licata ed un Centro Culturale, che permetteranno di ricordarla ai più giovani che non hanno avuto modo di conoscerla e di ascoltare i suoi canti.

L'incontro con Rosa Balistreri ricordato da Ignazio Buttitta (20 ottobre 1984).
Io ho incontrato Rosa Balistreri a Firenze, circa 22 anni fa, in casa di un pittore mio amico. Quella sera Rosa cantò il lamento della morte di Turiddu Carnivali che è un mio poemetto. Io quella sera non la dimenticherò mai. La voce di Rosa, il suo canto strozzato, drammatico, angosciato, pareva che venissero dalla terra arsa della Sicilia. Ho avuto l'impressione di averla conosciuta sempre, di averla vista nascere e sentita per tutta la vita: bambina, scalza, povera, donna, madre, perchè Rosa Balistreri è un personaggio favoloso, direi un dramma, un romanzo, un film senza volto.
Rosa Balistreri è un personaggio che cammina sopra un filo che ha un cuore per tutti, che ama tutti; un cuore giovane per la Sicilia di Vittorini e di Quasimodo, un cuore giovane per la Sicilia di Guttuso e di Leonardo Sciascia.

Tutte le canzoni di Rosa costituiscono nel loro insieme un patrimonio artistico e culturale inestimabile la cui diffusione, soprattutto per le nuove generazioni e proprio in questo periodo, riteniamo risulti di fondamentale importanza.

La discografia
La cantatrice del Sud - RCA
Amore tu lo sai la vita è amara (1971)  - Cetra Folk
Terra che non senti (1973) - Cetra Folk
Noi siamo nell'inferno carcerati (1974)  - Cetra Folk
Amuri senza amuri (1974) - Cetra Folk 
Concerto di Natale (1985) - PDR
Un matrimonio infelice - Teatro del Sole
Rari e inediti - Teatro del Sole
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Rita Botto
Una cantante siciliana che interpreta la tradizione della sua terra.Una vocalist che si ispira all'indimenticabile Rosa Balistreri, la voce folk per eccellenza della sicilia, per cantare in chiave moderna antiche storie della sua regione.
Lelio Giannetto
Contrabbassista palermitano, specialista di solo performance, intreprete di musica contemporanea e improvvisatore, ha suonato con alcuni dei massimi esponenti dell’avanguardia musicale tra i quali Fred Frith, Ernst Reijsinger, Joelle Leandre, Butch Morris, Michele Doneda, Chris Cutler, Bob Ostertang, etc. Presidente dell’associazione Curva Minore dal 1999 organizza la rassegna di musica contemporanea di scrittura Il suono dei soli.

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30 dicembre 2003

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