A Palermo una sinfonia dedicata alle vittime di mafia, fame e terrorismo

Il testo è del giornalista Pippo Ardini

25 febbraio 2003
L'ultima fatica del compositore palermitano Marco Betta è una sinfonia che si chiama "lettere di guerra e di morte" ed è una sorta di "diario sinfonico con variazioni", come lui stesso la definisce, eseguito venerdì scorso in prima assoluta al teatro Politeama dall'orchestra sinfonica siciliana diretta da Alberto Veronesi.

Il testo è del giornalista Pippo Ardini, e ha visto impegnate l'attrice Lucia Chirico come voce recitante, il soprano Patrizia Macrelli e una bambina di nove anni, Marica Campo, che apre e chiudere il lavoro, simbolo di un futuro di speranza.

"Il progetto di Pippo Ardini è nato un anno fa - racconta Betta, reduce dal debutto siciliano de "il fantasma della cabina" di Camilleri - e ora che andiamo in scena e di sconvolgente attualità. L'ho accolto con grande entusiasmo, e mi piace considerarlo un piccolo contributo che si aggiunge a tutte le voci che in questi giorni si levano contro la guerra".

"È un viaggio tra i luoghi del dolore (continua il compositore palermitano) e diventa lo Stato emozionale di tante voci diverse: dalla miseria dell'Africa, alla tragedia delle Twin Towers a New York, dalla popolazione di Tulkarem nella Cisgiordania martoriata dalla guerra, al genocidio dei nativi americani di Fort Laremie, sino a Palermo, dieci anni dopo le stragi del '92. Nel finale, la dedica letta da Marica Campo alle vittime dell'Olocausto è un simbolo che racchiude tutti gli innocenti uccisi dal terrorismo, dalla mafia, dal potere e dalle dittature".

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25 febbraio 2003

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