Al via stasera, al Teatro Massimo di Palermo, la V edizione del Festival Scarlatti

Per problemi economici il tributo al musicista palermitano quest'anno in edizione ridotta

04 ottobre 2003
"Carlo re d'Alemagna" di Alessandro Scarlatti, in forma d'oratorio, stasera alle 21 al Teatro Massimo, è l'appuntamento iniziale del Festival Scarlatti che quest'anno andrà in "edizione ridotta", per via della difficile situazione economica che ha messo a rischio questa V edizione, resa possibile soltanto per il decisivo intervento del Comune chi si ne è assunto tutto il finanziamento.

L'opera in concerto stasera, con gli opportuni tagli con cui Fabio Biondi che la dirige con il suo ensemble "Europa Galante" ha ritenuto opportuno snellirla, ha la singolarità d'intitolarsi a un protagonista bambino che non parla i non canta.
Ne sono interpreti Jordi Domemenech, Anne Desler, Roberta Invernizzi, Marina De Liso, Enrico Onofri, Alessia Sparacio, Damiana Pinti, Roberto Abbondanza.
Dieci e cinque euro il biglietto d'ingresso

Le due splendide chiese barocche di Santa Caterina e dell'Immacolata Concezioni ospiteranno rispettivamente l'oratorio "La Santissima Trinità", il 6 ottobre alle 21, con l'Europa Galante diretta da Biondi che quest'opera scarlattiana inciderà successivamente a Parigi, e tre "Lamentazioni per la Settimana Santa", il 9 alle 21, con il "Mediterraneo Concento" diretto al cembalo da Sergio Vartolo e, solisti, il soprano Rosita Frisani e il tenore Mario Cecchetti.

Si torna al Massimo, nella Sala degli Stemmi, il 7 ottobre alle 21, per due Cantate di Scarlatti (la seconda, "Ammore, brutto figlio de pottana", è l'unica scritta da Alessandro su un testo dialettale napoletano) e gli Intermezzi per l'opera, nell'esecuzione della Cappella della Pietà dei Turchini diretta da Antonio Florio con, solisti, il soprano Maria Ercolana, il tenore De Vittorio, il basso Giuseppe Naviglio e il flautista Tommaso Rossi.

L'attuale impegno per la continuità del festival, pur tra le notevoli difficoltà, proietta nella prossima edizione il progetto della messa in scena di un'opera significativa nell'arco compositivo scarlattiano qual è il Pompeo.


Fonte: GdS

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04 ottobre 2003

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