Alitalia in rosso per il 2003, colpa delle crisi mondiali e delle compagnie Low coast

La compagnia di bandiera italiana registra una perdita netta di 315 milioni di euro

16 settembre 2003
Alitalia ha chiuso il primo semestre dell'anno 2003 con una perdita netta di 315 milioni di euro e un risultato operativo negativo per 266 milioni. Si tratta, spiega la società, di un risultato in linea con la variazione negativa di fatturato di circa l'8% messa a segno nei primi sei mesi del 2003 dai principali vettori europei.
Per quanto riguarda l'indebitamento finanziario netto, Alitalia registra un aumento dal 31 dicembre 2002 di 290 milioni di euro, ai 1.198 milioni del 30 giugno 2003: le disponibilità liquide del gruppo sono migliorate passando da 789 milioni a 882 milioni di euro. Il totale degli investimenti nei primi sei mesi del 2003 è stato pari 260 milioni di Euro.

A commento, il Gruppo Alitalia sottolinea che nel primo semestre del 2003 i risultati economico-finanziari hanno risentito dell'impatto di un insieme di fattori (guerra in Iraq, Sars e l'inatteso protrarsi della congiuntura economica negativa) che si sono accavallati alla crisi dell'11 settembre e dei cambiamenti strutturali ormai irreversibilmente in atto nel settore del trasporto aereo. 

Infatti Giuseppe Bonomi, presidente dell’Alitalia, accusa le compagnie a basso costo lamentando il fatto che queste godono di una condizione privilegiata in termini di contributi da parte degli enti locali e di agevolazioni da parte delle società aeroportuali che, ha ricordato Bonomi, in alcuni casi mettono a disposizione i servizi handling gratis e fanno sconti sui diritti aeroportuali.
Dichiara Bonomi: ''Crediamo sia arrivato il momento di agire legalmente contro le Lowcost, e che si configuri l'ipotesi di aiuti di Stato''.


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16 settembre 2003

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