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Allo Zo Culture di Catania la ''Monografia Elettronica'' di Irit Batsry

''Per me non c'è cinema senza intimità''

12 novembre 2003
Monografie elettroniche - Irit Batsry
Monografie Elettroniche, il ciclo di appuntamenti con gli autori più rappresentativi del panorama artistico che utilizza vecchie e nuove tecnologie applicate all’audiovisivo: dal video d'autore alle installazioni mono o multicanale, dalla web art al vjing. Realizzata in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Catania, Monografie Elettroniche prevede quest'anno la presenza di alcuni tra gli artisti più interessanti e rappresentativi dell'ambito produttivo audiovisuale europeo ed il coinvolgimento di figure di rilievo del panorama teorico-critico nazionale. Gli invitati, uno per ogni appuntamento, saranno chiamati a parlare della loro poetica ed a presentare una selezione delle loro opere più rappresentative o, nel caso degli studiosi, a delineare una cornice teorica o un modello critico.
Stasera è la volta di Irit Batsry

"Per me non c'è cinema senza intimità"
Questa dichiarazione dell'autrice, nella sua brevità evocativa, ci conduce immediatamente al cuore della sua poetica, al centro dei motivi fondamentali del suo lavoro: una riflessione sul rapporto tra noi e ciò che è fuori di noi. Rapporto che si instaura attraverso i sensi  (mediatori tra la realtà dell'Io e quella del Mondo)  e si fa percezione, sguardo, spola tra due mondi. Il lavoro di Irit Batsry, maturato negli anni con i tempi di una cura artigianale, è una sorta di discorso audiovisivo sul modo in cui comprendiamo la realtà. Siamo di fronte al problema della rappresentazione, al sistema di valori estetici, modi di produzione e criteri interpretativi che può essere assunto come chiave di lettura di una determinata cultura. Quello che ci indica Irit Batsry è un percorso fra i modelli culturali che utilizziamo per rappresentare la realtà; percorso che attraversa generi (documentario, saggio, diario...) e tecniche (foto, pittura, cinema, video,...), utilizzando l'elaborazione elettronica dell'immagine e il sonoro in modo da spiazzare lo spettatore. E' proprio questa deterritorializzazione che opera sullo spettatore, costringendolo a ripensare il concetto di identità, personale e collettiva, e i modi in cui questa si produce, si diffonde e ri-produce; è una spinta a fargli rielaborare continuamente ciò che fruisce, sottraendolo alle certezze di una rappresentazione codificata e spingendolo a ritrovare da sè la propria maniera di guardare. Una maniera più libera e consapevole. Più intima.
(Ivano Mistretta)

Biografia
I video e le installazioni di Irit Batsry sono state ospitate nei maggiori musei e gallerie del mondo, tra cui: ICA (London), MOMA (New York), Palais de Tokyo (Paris), Museu d'Arte Moderna (Rio de Janeiro). I suoi video sono stati acquistati da musei e biblioteche e trasmessi da diverse emittenti televisive, come: Arte, La Sept, Pbs, Wdr. Tra i numerosi premi ricevuti ricordiamo quelli dei festival di Locarno (1° premio nel 1990 e 1995; menzione speciale della giuria nel 2001), e Vigo (1°premio nel 1994 e 2001), il Grand Prix Video de Création della SCAM (1996 e 2001) e il Prix Bucksbaum of the Whitney Museum Biennal (2002). Tra le residenze d'artista ricordiamo quelle presso il CICV di Montbéliard (1992-93), l'Academy of Media Arts (KHM) di Köln (1993-2000) e
il Whitney Museum di New York (2002-04). Ha ricevuto borse di studio dalla Guggenheim Foundation (1992) e dalla Daniel Langlois Foundation (1999).


programma delle proiezioni
Leaving the old ruin – contaminated view
prod. Irit Batsry - Usa, 1989, video, 8'
Il video fornisce una sguardo sull'installazione Leaving the old ruin – contaminated view, ospitata al Bronx Museum for the Arts (New York) nel 1989. La videocamera mette in evidenza i giochi di riflessi e di sovrapposizioni complesse che il percorso di un fruitore può creare. Le musiche originali sono di Stuart Jones.
Traces of a presence to come
prod. CICV Pierre Shaeffer - Francia, 1993, video, 40'
Una riflessione sulla impossibilità di creare e narrare: incapace di dirvi le cose così come esse sono, vi racconto una favola di altro tipo, dipingo la metafora di un universo in formazione. Interrogandosi sulla natura stessa della creazione, dell'identità e del linguaggio, l'opera evoca la nostra immagin(e)azione del futuro. Traces of a presence to come è la terza parte della trilogia Passage to Utopia.
Creato al CICV di Montbéliard con la partecipazione di La Sept/Arte, Guggenheim Foundation, Jerome Foundation, The Experimental TV Center (Owego), Academy of Media Arts (Köln), La Dap - Ministère de la culture (France), Film/Video Arts (New York).
Primo premio (ex æquo) al V° festival video internationale di Vigo, 1994. Polish television Award, Wroclaw, Polonia 1995.
These are not my images (neither there nor here)
prod. Irit Batsry in collaborazione con Arte France e l'Academy of Media Arts (KHM) di Köln - Usa/F/D/UK, 2000, video, 80'
These are not my images mischia elementi di genere differente (documentario, fiction, sperimentale) con lo scopo di interrogarsi sulla nostra maniera di vedere e di mostrare la realtà. Il film segue il viaggio di una regista occidentale, accompagnata da una guida mezza cieca, che incontra un regista locale; un "road movie" spiazzato, ambientato in un futuro prossimo. Il video evoca i differenti significati della parola "luogo": un posto, un territorio, un contesto, una situazione, una casa. Parla dell'identità e dell'alterità, dell'intimità e della distanza, delle relazioni tra il "primo" e il "terzo".
Immagini e suoni sono stati registrati nel Tamil Nadu, in India. Le immagini, facendo riferimento ai differenti modi di produzione visiva (pittura, fotografia, cinema e video), alternano immagini apparentemente "documentarie" a immagini elaborate elettronicamente. Il video si interroga sulle frontiere del "documentario": quale parte di "realtà" le immagini e i suoni elaborati restituiscono? L'inquadratura ed il montaggio sono meno deformanti che la manipolazione elettronica dell'immagine? Pasolini ha detto: «Un occidentale che va in India ha tutto, ma non dà nulla. L'India non ha nulla, ma dà tutto». L'atto di fare un video è un'atto del dare o del prendere?
Realizzato con il sostegno di: DAP (Ministère de la Culture, France), New York Council of Arts, Experimental TV Center (Owego), Central St Martins College of Art and Design, Grand Canal (Paris), The Lux Center (London).
Gran Premio al IX° International Video Festival di Vigo (Spagna), 2001. Gran Premio SCAM del Video di Creazione, 2001 (France)
(Le schede dei video sono tratte dal sito web di Heure Exquise! http://www.exquise.org/)

Mercoledì 12 novembre 2003, ore 21.15
Zo centro culture contemporanee, p.le Asia n°6, Catania
Tel +39.095.533871

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12 novembre 2003
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