Aspettando il Regina Margherita

Questa sera va in scena ''La recitazione della controversia liparitana'' di Sciascia

31 agosto 2002
Con la messa in scena de "La recitazione della controversia liparitana" di Leonardo Sciascia, unico suo testo teatrale con "L'onorevole", in programma per questa sera, il teatro Regina Margherita comincia a muovere i primi passi.

Lo spettacolo, con la regia di Giuseppe Dipasquale che già dieci anni fa aveva curato a Racalmuto una versione della "Recitazione", nasce infatti sotto le insegne del Comune di Racalmuto, della Fondazione Sciascia e del nuovo teatro diretto da Andrea Camilleri.

"Sarebbe bello - ha commentato Giuseppe Dipasquale - trasformare Racalmuto in una piccola Avignone o Bordeaux: un laboratorio teatrale continuo dove le compagnie potrebbero lavorare su progetti di alto profilo, magari inglobando forze del territorio non addestrate al professionismo".

Alla preparazione dell'opera hanno partecipato, oltre ad alcuni attori professionisti, anche la cittadinanza di Racalmuto, non solo per recitare, ma anche per la preparazione delle scene e dei costumi.
In altre parole, qus'opera ha rappresentato un progetto-pilota che anticipa quel che Camilleri ha intenzione di fare come direttore artistico non appena il teatro sarà riaperto.

Riaperto dopo decenni di chiusura e di abbandono.
 
Il teatro fu costruito nell'arco di 10 anni, durante la seconda metà del secolo scorso (1870-1880); agli inizi aveva una stagione teatrale (opere,operette, prose) che niente potevano invidiare alle  maggiori città dell'isola.
Compagnie di opere liriche e di teatro e attori famosi si alternavano sul palcoscenico di quel piccolo teatro costruito sul modello del "Massimo" di Palermo, tanto da essere definito il  "Massimo in miniatura".

L'architetto che portò a compimento in dieci anni i lavori, per incarico del sindaco Gaspare Matrona, fu Dionisio Sciascia, il quale aveva lavorato precedentemente con Ernesto Basile progettista appunto del teatro palermitano.

Due file di palchi e loggioni a forma di ferro di cavallo, un'ottima acustica, affreschi sul soffitto della platea, un artistico sipario raffigurante i Vespri siciliani. Soffitto e sipario furono dipinti dal pittore palermitano Giuseppe Carta, mentre Giuseppe Cavallaio, pure di Palermo, dipinse i 12 scenari.

Nell'anno dell'inaugurazione (1880) sul palcoscenico passarono la compagnia Giuseppe Mastrojeni di Messina e le opere " Rigoletto", " Traviata" e " Trovatore".

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31 agosto 2002

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