Auguri Nanda

Fernanda Pivano, scrittrice unica, traduttrice sublime, saggista e talent scout, oggi compie 85 anni

18 luglio 2002
FERNANDA PIVANO, genovese, oggi compie 85 anni.

Un'esistenza che è un incrocio di studi, incontri, amicizie, scoperte, avventure che fanno di Nanda, così la chiamano i fans, una scrittrice, traduttrice, saggista, autrice e scopritrice di autori americani davvero unica, una gloria per l'Italia.

Ciò che è stupefacente è la persona, un intrico di sensibilità, generosità, affetto, ingenuità, rigore e severità, e insieme dolori, delusioni, rabbia, solitudine che combatte con forza.
Sta scrivendo tutto ciò nell'Autobiografia, anno dopo anno a partire dal 1923. È arrivata al 1973.
"Ho cominciato già tre volte - spiega - poi ho smesso. Ora la sto scrivendo perché è venuto il tempo".

Racconta che l'idea nacque anni fa allorché il suo giornale, il Corriere della Sera, domandò a diversi scrittori di spiegare chi fossero i genitori. Lei si vergognò un po': "Tutti riferirono che facevano gli operai o altro, erano poverissimi come era di moda dire in quel periodo. Mio padre era banchiere a Genova, mia madre una signora elegante, pensai di scrivere la storia loro e la mia".

La Pivano di notte riempie fogli con la sua nitida calligrafia: pagine e pagine di grande freschezza, sembrano momenti vissuti in diretta, con serenità, spirito, parole che sgorgano dal cuore. Poi detta. In questi giorni Nanda soggiorna a Santa Margherita in un albergo di fronte al mare, nei luoghi dell'infanzia felice, la camera da letto ha una terrazza con l'albero di arance come da bimba, trascorre il tempo libero a guardare mare, vele, gabbiani con lo sguardo meravigliato d'un bambino che scopre il mondo.

"Dicono che faccia bene agli occhi guardare l'orizzonte, infatti vedo meglio". Quando nuvole nere attraversano quello sguardo, lei affonda gli occhi nell'azzurro e si perde nei sogni. Il pomeriggio detta l'autobiografia a un giovane che la batte al computer, è incantato da ciò che si trova a scrivere, episodi, personaggi: Hemingway, Pavese, gli americani Kerouac, Borroughs, Gregory Corso, Ferlinghetti, finché sarà la volta degli amici attuali: Jey McInerney, Bret Ellis, Don DeLillo, Foster Wallace e altri.

È soddisfatta perché il 30 giugno scorso ad Arezzo le hanno conferito il Premio per la Pace, per aver sempre diffuso con la sua opera un messaggio di non violenza e fratellanza unversale, "È il più importante della mia vita perché alla pace mi sono dedicata da sempre". Poi sorride: "Nella motivazione mi paragonano perfino a Gandhi e Martin Luther King". Anche Santa Margherita la celebra con un premio, il "Due Golfi", le hanno promesso la cittadinanza onoraria, qui verrà proiettato il film sulla sua vita e sui suoi amici, intitolato Farwell to Beat, che l'inverno scorso ha fatto accorrere migliaia di persone a Milano, Roma, Torino.

Per il compleanno la raggiungono il regista, Luca Facchini, e amici per festeggiarla. Si schermisce quando le dicono che è un mito vivente, i giovani la acclamano ovunque vada. A settembre incontrerà il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, allievo di Bobbio, e avranno molto da dirsi, avendo vissuto negli stessi luoghi a Torino, dove la famiglia della Pivano si era trasferita quando lei aveva 12 anni.

Il pensiero di Nanda va infine al Presidente Ciampi: "Siamo stati entrambi nel Partito d'Azione, lo considero un compagno della Resistenza. Ritrovo in molti suoi interventi pubblici la generosità che era tipica di quel Partito, mentre le sua capacità di essere sempre vicino a chi soffre non smette di commuovermi". 

Fonte: La Stampa

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18 luglio 2002

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