Catania incontra Moni Ovaia, scrittore e musicista di origine ebraica

Oggi (14 aprile) alle 16 al Cinema Odeon, ingresso libero

14 aprile 2003
Il 14 aprile, alle 16 al Cinema Odeon, sarà ospite della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moni Ovadia.
L'incontro è aperto al pubblico.

"Mi chiamo Simkha Rahabinovic… sono un venditore di ombre. A chi vendo le mie ombre? A gente che l'ha persa. Un'ombra si perde per troppa luce… o per troppa oscurità…"
M. O.

Incontro con Moni Ovadia
Interventi di
Antonio Pioletti, Maria Vittoria D'amico,
Luciano Granozzi, Emanuela Ersilia Abbadessa

Moni Ovadia, scrittore, performer, musicista, è nato a Plovdiv (Bulgaria) nel 1946 da una famiglia ebraica, ha studiato Scienze Politiche a Milano dove ha iniziato la sua carriera artistica con il gruppo Almanacco Popolare guidato da Roberto Leydi.

Nel 1972 ha fondato e diretto il Gruppo Folk Internazionale che, nel 1978, ha cambiato struttura divenendo Ensemble Havadià. Nel 1993 Ovadia si è imposto al grande pubblico con Oylem Goylem, una sorta di teatro yiddish in forma di cabaret.

Ha pubblicato tra l'altro Perché no? (Bompiani, 1996) Speriamo che tenga (Mondadori, 1998), La porta di Sion (Goriziana, 1999) e, con Einaudi, L'ebreo che ride, Ballata di fine millennio e Vai a te stesso.
Ha recitato in Caro Diario di Moretti e in Facciamo Paradiso di Monicelli.
E' sceneggiatore di Train de vie di Mihaileanu.

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14 aprile 2003

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