Con l'avvento della moneta unica il lamento è unanime: E' tutto più caro!

Alcuni negozi accettano ancore le vecchie care lire

31 gennaio 2003
Secondo i dati ISTAT il tasso di inflazione è il 2,3% ma i prezzi testimoniano che il carovita è cresciuto tre volte di più.

I pareri sono discordanti: se per l'ISTAT non è vero che stiamo pagando tutto di più, per le associazioni dei consumatori i dati reali sull'inflazione sono addirittura tre o quattro volte superiori. La Confcommercio invece dichiara che dal 1° gennaio 2002 si sono registrati aumenti notevoli.

E mentre noi consumatori assistiamo inermi a questa patita di ping-pong, qualcuno suggerisce che, per evitare speculazioni, sarebbe stato opportuno imporre la doppia esposizione del prezzo - euro/lire - per un periodo ancora più lungo di quanto non sia stato fatto e far circolare la lira in contemporanea all'euro almeno per altri due anni.

Secondo le statistiche tutti i commercianti, compreso lo Stato, attendevano l'avvento dell'euro con ansia e non hanno aspettato a portare il rapporto - sfavorevole all'acquirente - 1.000 lire  uguale ad 1 euro.

Qualcuno preso da un momento di rabbia ha cercato di denunciare i commercianti ma a quanto pare in un regime di prezzi liberi nessuno può denunciare un libero commerciante che decide di "ritoccare" i prezzi della sua merce.

È chiaro, un'opera di controllo avrebbe certamente avuto un effetto deterrente.

Nel frattempo alcuni negozianti, con l'intento di agevolare i "poveri cittadini" che stanno cominciando ad aprire gli occhi e a restringere i cordoni delle loro borse, hanno pensato bene di ricominciare ad accettare la nostra buona vecchia lira esponendo nelle vetrine dei loro negozi il cartello con l'effigie della Montessori e la scritta: "qui valgo ancora".

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31 gennaio 2003

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