Dopo il vino e l'olio un marchio ''doc'' anche per gli spaghetti

Un'opportunità per l'Italia che è il primo produttore di pasta a livello mondiale

03 giugno 2003
Un marchio 'doc' anche per orecchiette, tortellini e bucatini. Ad aprire la strada al riconoscimento europeo di alimento di origine controllata per le paste tradizionali italiane è l'Unione europea, che ha esteso anche a questi prodotti la possibilità di ottenere l'iscrizione al registro comunitario delle denominazioni (Dop e Igp) che ne garantisce la qualità, l'origine e la protezione dalle imitazioni.

Dopo il vino, l'olio, i formaggi, l'ortofrutta, i salumi e i prosciutti, anche le paste tradizionali potranno dunque fregiarsi della prestigiosa registrazione comunitaria che, come tiene a sottolineare la Coldiretti, assicura la riserva nell'uso della denominazione ai prodotti che rispondono al disciplinare di produzione approvato e la protezione d'ufficio contro qualsiasi iniziativa che possa indurre in errore i consumatori sulla reale origine del prodotto.

Si tratta certamente di una opportunità per l'Italia che è il primo produttore di pasta a livello mondiale e il più ricco di specialità tradizionali legate al territorio che meritano di essere valorizzate a livello internazionale. ''Ma il nemico giurato è la pirateria agroalimentare - ricorda la Coldiretti - che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano il nostro Paese''.

Dagli spaghetti alla bolognese, presenti nei ristoranti in tutto il mondo tranne che a Bologna, alle fettuccine Alfredo, un 'must'del falso made in Italy all'estero, si tratta di alimenti che non hanno nulla a che vedere con la realtà produttiva nazionale e che ingannano i consumatori e danneggiano le imprese. Sono centinaia i casi di pirateria che riguardano il piatto principe dell'alimentazione italiana e per scovare questi 'falsì non occorre recarsi all'estero, ma è sufficiente una breve navigata in internet su siti come san-remo.com.au per comprare la pasta al pollo e funghi.

In America Latina il sito messicano parmigiana.com vende pasta fresca e secca di vario tipo. Più a Nord, negli Stati Uniti, è possibile acquistare pasta nel sito italiafoods.com specializzato in tortellini e ravioli. Il consumo nazionale di pasta alimentare, secondo i dati diffusi dalla Coldiretti, è di quasi 1,6 milioni di tonnellate per un valore di oltre 2 miliardi di euro e un consumo annuale per persona di 28 kg, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese.

Tra le Regioni italiane leader nei consumi c'è la Basilicata, con 44,4 kg a testa, mentre fanalino di coda sono l'Emilia Romagna e il Trentino, con 25,1 kg. La produzione nazionale è di oltre 3 milioni di tonnellate, per un valore di circa 3,3 miliardi di euro e le esportazioni assorbono circa il 46% della produzione nazionale con quasi 1,4 milioni di tonnellate, per un valore di oltre 1,1 milioni di euro, destinate a Germania (19,6%), Usa (10,3%), Francia (14,3%), Regno Unito (12 %) e Giappone (5,2%).

Fonte: Ansa/Sicilia/Agricoltura

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

03 giugno 2003

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia