Due relitti di epoca bizantina giacciono da secoli nei fondali di Ispica

Nel mare ragusano le navi bizantine affondate nei primi secoli dell'epoca cristiana

02 luglio 2003
''Non c'è alcun mistero: nei fondali del mare ispicese giacciono due relitti''. Il direttore della sezione Beni archeologici della Soprintendenza chiude il caso segnalato dalla 'Blue diving' secondo la quale il relitto scoperto dal sub Antonino Giunta era lo stesso già segnalato, nel 1994, dall'attuale vice sindaco di Pozzallo, Francesco Ammatuna.

In attesa di capire se il litorale ispicese sia stato una sorta di triangolo delle Bermuda dei primi secoli dell'epoca cristiana, c'è da prendere atto delle univoche precisazioni che arrivano da Giunta, Ammatuna e da Giovanni Di Stefano. Tutti sostengono, in base alle coordinate geografiche dei due rinvenimenti, che si possa trattare di due diversi relitti affondati tra il primo e il terzo secolo dopo Cristo nelle acque antistanti Ispica, nello stesso tratto di mare dove è stata recuperata anche la nave «Ippos», datata sempre al periodo bizantino.

Il relitto scoperto qualche giorno fa da Giunta giace a oltre quattro metri di profondità, è largo sei metri e lungo quasi 25 metri, e di presenta in condizioni tutto sommato buone. Sarà però difficile, secondo l'archeologo Di Stefano, che possa essere recuperato. Occorrerebbero procedure troppo complesse (e anche costose) che raramente sono state messe in atto preferendo lasciare al mare la conservazione dei suoi tesori e i suoi misteri.

Fonte: Gazzetta del Sud

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02 luglio 2003

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