Gli scatti in bianco e nero di Salvatore Pipia alle città che non/si vedono

Le città (in)visibili: una mostra a Palazzo Aragona Cutò di Bagheria (PA)

06 settembre 2003
LE CITTA' (IN)VISIBILI
Mostra fotografica di Salvatore Pipia
Palazzo Aragona Cutò, in via Consolare a Bagheria (PA)
dal 6 al 18 settembre (ingresso libero)


Si inaugurerà oggi, sabato 6 settembre, alle ore 18.30 a Palazzo Aragona Cutò, in via Consolare a Bagheria (PA), la mostra del fotografo palermitano Salvatore Pipia


40 Fotografie in bianco e nero di luoghi e paesaggi urbani di varie città del mondo.
Scatti che Pipia a raccolto durante il suo lavoro di reportage nei suoi 15 anni di attività fotografica in diversi paesi dell’Europa, Africa, America Centrale e Brasile.

Il mondo delle città e delle architetture che le compongono è denso di ragioni e di significati a volte a noi sconosciuti. Le forme che le animano, sono cariche di strette relazioni tra l'esperienza dell'uomo che le ha realizzate e gli elementi che ne caratterizzano il paesaggio naturale, che già di per se è stato a sua volta il teatro delle vicende della vita passata. Oggi vivendole caoticamente, ci appaiono animate da miriadi di forme simboliche inserite magicamente in queste quinte sceniche,  soggetti di un quadro urbano dove ad ogni elemento appartiene un preordinato senso remoto che rinvia allo stato di una storia e una cultura oramai stereotipata.

In assenza assoluta di netti riferimenti ai dati della storia dell'economia, dell'organizzazione dello spazio, della cultura della strada, ai costumi e alle tradizioni d'uso comune, alla lingua e alle credenze del luogo, Salvatore Pipia, sintetizza le immagini facendole divenire ogni luogo del mondo, figli di una globalizzazione tanto decantata e recentemente cercata e voluta con forza.

Nelle sue impressioni fotografiche, il concetto di spazio urbano vissuto, si compenetra con tutti i tipi di spazio che materialmente si frappongono tra l'edificato costruito e il vissuto; in  una realtà composta prevalentemente da uno spazio esterno che coincide con lo spazio del movimento libero, delle relazioni e del confronto tra gli uomini che le vivono, le respirano, le assimilano in un concentrato di sensazioni che possono essere in ogni luogo simili. Uomini e donne del mondo, in attesa che il semaforo cambi colore a Bagheria, pulsano nervosamente allo stesso modo, di quelle di un incrocio di Lisbona, di Bruxel, o di Londra. Gli oggetti che arredano gli spazi urbani, ci accompagnano muti nel nostro peregrinare quotidiano, pervaso dal caos, dalla velocità, dal egoismo, rendendo l'immagine piatta, priva di connotati propri, Salvatore Pipia crea di tutto ciò un archivio meticoloso, lo trasmette con vivace creatività e con l'esperienza di un giovane fotografo sempre alla ricerca di nuove esperienze, che lo portano a naufragare e perdersi per gli spazi delle città del mondo.

Filly Cusenza, Consulente alle arti visive di Bagheria


Fino al 18 settembre 2003 con i seguenti orari: 9.00-13.00 e 15.30-18.30 martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, dalle ore 9,00- 13 lunedì, sabato, domenica.

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06 settembre 2003

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