I consumatori chiedono i saldi a Natale per salvaguardare la propria tredicesima

Proposte ''natalizie'' per mettere d'accordo consumatori distributori ed esercenti

27 novembre 2003
L'euro ha duplicato i prezzi e gli stipendi sono rimasti pressoché uguali.
Da qualche tempo gli italiani non fanno altro che ripeterlo ogni volta che vanno a fare la spesa.
Per questo Natale l'Intesa dei consumatori  punta sui saldi per salvare la tredicesima degli italiani e rilanciare i consumi. "Giù le mani dal Natale, che rappresenta un momento importante non solo per i commercianti ma per l'intera economia del paese", afferma Marco Venturi presidente di Confesercenti (Confederazione italiana esercenti attività commerciali, turistiche e dei servizi), che per l'occasione ha realizzato un vero e proprio dossier sui prezzi. La proposta è di effettuare uno sconto alla cassa del 10% per i prodotti alimentari e del 25% per quelli non alimentari nella settimana tra il 16 e il 23 dicembre. La proposta, presentata in un incontro al quale hanno partecipato consumatori, produttori, distributori ed esercenti  è finalizzata a  ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e commercianti.

Accusati troppo spesso di aver approfittato della moneta unica per alzare i prezzi dei prodotti i commercianti non ci stanno più a finire sul banco degli imputati e dimostrano dati alla mano, grazie al dossier prezzi di Confesercenti, di trovarsi senza via d'uscita pressati come  sono dai costi di produzione e soprattutto dagli aumenti delle tariffe. "Il nostro obiettivo - ha spiegato Carlo Rienzi del Codacons ( Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei diritti degli utenti e dei consumatori) nel corso della riunione indetta dall'intesa - oltre all'incentivazione ai consumi, è quello di discernere i "buoni" dai "cattivi". Saranno buoni coloro che esporranno il bollino blu con la percentuale di sconto applicata nell'esercizio, mentre saranno cattivi coloro che non lo faranno e verso di loro si concentrerà il boicottaggio". Se i commercianti mostrassero di non gradire l'iniziativa, l'Intesa dei Consumatori minaccerebbe nuove e più incisive iniziative, come uno sciopero della spesa di una settimana, sempre tra il 16 e il 23 dicembre.

L'interesse mostrato dai commercianti, fortunatamente sino ad ora, è stato tangibile tanto che è stato concluso un accordo contro gli aumenti delle tariffe, che colpiscono sia i consumatori che gli addetti ai lavori. Smaltimento rifiuti, acqua, energia elettrica, Rc Auto sono i settori caldi, dove occorre agire in fretta. Sui  prezzi della benzina poi, l'intesa promette un monitoraggio fino al 15 dicembre per eleggere e boicottare la marca più cara. Nel mirino della Confesercenti sono finite  proprio le tariffe, i costi dei servizi, ma anche quelli della produzione. Da qui il dossier prezzi della Confesercenti  volto a dimostare come sia molto più ridotta di quanto non si pensi la differenza tra costi e ricavi.

"L'aumento dei prezzi", afferma l'associazione guidata da Marco Venturi, "non è dovuta a speculazioni da parte dei commercianti, ma è la conseguenza delle accresciute spese per le tasse e tariffe, dei costi connessi all'adeguamento degli impianti e al rispetto di nuove normative, dell'incremento superiore all'inflazione di molti servizi». Gli esempi sono tanti, dalle scarpe che costano 70 euro al consumatore e 60 al negoziante, fino alla zucchina che sulla bancarella ha un prezzo di 2,2 euro, ma all'esercente ne costa ben 1,87. Venturi ha affermato inoltre, di voler accordarsi con i consumatori lasciando però, intendere come siano proprio le associazioni di "controparte" ad essere poco concrete.

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

27 novembre 2003

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia