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Il formaggio siciliano sbarca nel Nuovo Mondo. Ragusano e Pecorino nei supermarket USA

L'eccellenza dei formaggi siciliani in America per il Sicilian Cheese in Usa

18 giugno 2004

Il ragusano e il pecorino siciliano sbarcano sugli scaffali dei supermercati americani. E' quanto prevede ''Sicilian Cheese in Usa'', la campagna promozionale dell'assessorato regionale all'Agricoltura, cofinanziata con fondi comunitari, realizzata in collaborazione con l'associazione regionale allevatori, l'associazione produttori zootecnici ''Irminio'' di Ragusa e la ''Sole&Natura'', società italo-americana di brokeraggio agroalimentare.

In 208 punti vendita della catena di supermercati statunitensi ''Shop Rite'' (ognuno è di circa 5 mila metri quadrati) di cinque Stati americani: New York, Pennsylvania, Connecticut, Massachusetts e New Jersey, il pecorino e il ragusano, gli unici due formaggi siciliani ad avere una certificazione Dop, verranno offerti in degustazione.
La campagna promozionale tende a consolidare la presenza dei formaggi siciliani in America, già presenti in oltre 300 supermercati della East Coast.
La campagna promozionale, della durata di una settimana, si svolgerà in contemporanea alla ''Summer Fancy Food'', la fiera agroalimentare che si terrà a New York dal 27 al 29 giugno, alla quale l'assessorato siciliano sarà presente con uno stand espositivo di 240 metri quadrati e all'Assemblea annuale degli allevatori.

Ed è grande e vario il paniere dei formaggi che possono rappresentare la Sicilia nel mondo.
Il pecorino siciliano: prodotto con latte di pecora, crudo ed intero, che puo' avere in aggiunta pepe in grani o peperoncino.
Il canestrato: citato in diversi contratti di gabella fin dal 1400, costituiva uno dei prodotti da consegnare al proprietario quale prezzo per l' affitto del fondo. E' un formaggio a pasta dura semicotta fatto con latte di mucca intero e crudo misto al latte di pecora. E' noto come tuma fresca senza alcuna salatura.
Il primosale: formaggio fresco di 8-10 giorni che ha subito una salatura; secondosale: formaggio semistagionato di 2-4 mesi che ha subito salatura; stagionato: con stagionatura superiore ai quattro mesi.
Il cacio-cavallo palermitano: sempre presente sulle mense dei nobili per il suo alto valore nutritivo e utilizzato nei rinfreschi dai principi e dai baroni, è un formaggio a pasta filata ottenuto con latte vaccino.
La provola: uno dei formaggi isolani più antichi; differisce dal cacio-cavallo per la pezzatura, la forma a pera e per una ridotta salatura e stagionatura.
Il fiore sicano: formaggio tipico lavorato con latte crudo vaccino proveniente da animali allevati al pascolo. E' a pasta cruda, molle, crosta sottile di colore grigio verde per la presenza di muffe autoctone, dal peso di circa due chilogrammi e di forma rotondeggiante con facce piane e scalzo di 6-7 cm.
La tuma persa: formaggio nato un secolo fa proprio nella zona dei monti Sicani. Si ottiene con le stesse tecniche di lavorazione del canestrato, almeno nella prima fase. Nella successiva fase di stagionatura la tuma, messa in una forma, viene abbandonata per circa 8 giorni; da qui il termine 'persa'. Successivamente dopo una grossolana lavatura viene riabbandonata per altri 8/10 giorni; quindi si esegue la 'curatina' un trattamento con olio di oliva e pepe macinato che scurisce la crosta .Il sapore è tra il dolce e il piccante ma non salato; retrogusto lungo e molto aromatico.
Il caprino siciliano: è prodotto con tecniche tradizionali utilizzando latte caprino intero e crudo. E' un formaggio a pasta morbida di forma cilindrica crosta bianco giallognola, pasta compatta bianca o paglierina, sapore piccante. I primi pastori in di cui si hanno notizia in Sicilia risalgono a circa 7 mila anni avanti Cristo e sarebbero stati i primi in Europa a produrre il formaggio, ed in particolare il pecorino. Secondo la mitologia il primo 'casaro' sarebbe stato Aristeo vissuto in Sicilia. A lui è attribuita l'arte di fabbricare il formaggio: questo alimento nacque per l'esigenza di conservare il cibo, specie per i periodi di scarsità. Da Aristotele apprendiamo la tecnica della coagulazione del latte con lattice di fico o con il presame, quello che oggi comunemente viene chiamato caglio. Plinio il vecchio (23-79 d. C.) parla del caprino di Agrigento che veniva esportato a Roma.

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18 giugno 2004
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