Il turismo siciliano penalizzato dai ''venti di guerra''

Gli albergatori taorminesi parlano di un calo delle presenze del 12%

27 settembre 2001
Il timore di quanto potrebbe accadere dopo le "azioni di guerra" a New York e Washington, sta mettendo in difficoltà anche l'industria turistica siciliana.

A Taormina gli albergatori registrano già una situazione problematica per quanto riguarda le prenotazioni nelle strutture ricettive della cittadina.

"Non è certamente il momento di far scattare inutili allarmismi - dice Trafiletti, presidente degli albergatori taorminesi - ma, attualmente. stiamo vivendo delle giornate in cui piovono, e sottolineo piovono, in maniera cospicua le disdette delle prenotazioni alberghiere. Il maggiore numero di rinunce a trascorrere qualche giornata di vacanza nei nostri alberghi, arriva ovviamente dal mercato targato Stati Uniti. Si tratta di un vero e proprio momento difficile da superare al più presto dato che proprio il mercato a "stelle e strisce" rappresenta nella nostra città il secondo flusso turistico per numero di presenze".

"È evidente che dobbiamo fare i conti con i numeri definitivi - continua Trefiletti -, ma rispetto allo scorso anno vi è stato un calo vistoso soprattutto nel mese di agosto. Sono sicuro che una parte importante di questo decremento può essere attribuito a quello che definisco l' "effetto Etna"".

Si parla di un abbassamento complessivo delle presenze che potrebbe attestarsi attorno al 10%.
Il presidente degli albergatori taorminesi si mostra comunque molto cauto perchè già si parla di un calo nel mese più caldo dell'anno del 12%.

Anche se le maggiori disdette provengono proprio dalla nazione che si trova in prima persona coinvolta in un eventuale conflitto, è pur vero che il "trend negativo" si manifesta anche in altre "fette" di mercato.
Quello europeo, pur tenendo in maniera cospicua le prenotazioni, sente anch'esso l'influenza nefasta dovuta agli eventi che sono accaduti e, soprattutto, per ciò che potrebbe avvenire nelle prossime ore.

Le oltre 3.000 stanze alberghiere di Taormina, con i suoi 5.000 posti letto, non rischiano certo di rimanere deserte, ma quella spinta propulsiva di un settore in continua crescita, che ha fatto inoltre sperare ed investire gli imprenditori del settore con ampliamenti e costruzioni di nuovi alberghi, potrebbe essere definitivamente conclusa a causa della situazione che si sta vivendo su scala mondiale.

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27 settembre 2001

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