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In mostra al Palazzo dell'Arengario di Milano 100 fotografie scattate da Giovanni Verga

Una mostra che svela un aspetto sconosciuto dello scrittore siciliano, padre del Verismo

07 settembre 2004

Un aspetto finora sconosciuto di uno dei padri del Verismo, Giovanni Verga: la sua passione per la fotografia. Un modo diverso e non noto per raccontare le sue storie, fermate in immagini di intensa semplicità, di racconti quotidiani, di facce comuni. Dal 7 al 26 settembre 2004 Milano svela al grande pubblico cento foto scattate da Giovanni Verga, tutte provenienti dall'Archivio Fotografico della Fondazione 3M, ed esposte per la prima volta al Palazzo dell'Arengario.

Le immagini esposte nella mostra sono immagini semplici, non pretenziose. Tuttavia il Verga fotografo, non sempre ineccepibile dal punto di vista tecnico, risulta essere efficace e immediato tanto quanto il Verga scrittore.
"Potrà forse apparire sorprendente che lo scrittore Giovanni Verga fosse anche un appassionato fotografo", dichiara Roberto Mutti, curatore della mostra. "Proprio come i suoi amici Capuana e De Roberto (e come Émile Zola in Francia o Jack London in Inghilterra), Verga con le sue opere ribadisce lo stretto rapporto che lega letteratura e fotografia.
Nonostante la scoperta delle lastre su cui lo scrittore siciliano aveva impresso le sue immagini risalga al 1970, la conoscenza delle sue fotografie è poco nota presso il grande pubblico. Con questa mostra ci poniamo l'obiettivo di colmare questa carenza e di dare un contributo al dibattito su rapporti e interdipendenze tra arti diverse".

Così come nei suoi romanzi e nelle sue novelle, anche nella sua produzione fotografica Verga interpreta e cerca di riprodurre soprattutto un paesaggio umano. Accanto ai numerosi ritratti di parenti e amici, nella mostra "Giovanni Verga, scrittore fotografo" compaiono immagini della Catania non aristocratica che svelano una continuità con il Verga scrittore. Fattori, contadini, massari, cameriere e tutta una gran quantità di uomini e donne, sono ripresi nella loro semplicità, inseriti nel loro ambiente quotidiano o in luoghi comuni, come un terrazzino della casa catanese dello scrittore-fotografo, utilizzati come set fotografico in alternativa a muri decorati o semplici teli. Le posture, gli abiti, lo stesso modo di ripresa rappresentano indizi importanti capaci di comunicare molto dello stile di vita, dell'estetica e della storia del tempo.
Verga fotografo non si dedica solo al ritratto. Con uguale interesse realizza scatti di paesaggi. La Sicilia è spesso presente nelle sue visioni delle campagne come in quelle urbane (con evidenti analogie letterarie con quanto descriveva nelle pagine scritte). Ma altri e più inaspettati paesaggi sono quelli dei laghi lombardi o di Bormio e dei suoi dintorni, che Verga ebbe modo di visitare partendo da Milano.

Le cento immagini della mostra che provengono tutte dall'Archivio Fotografico della Fondazione 3M, non sono fotografie originali, ma stampe recenti ricavate indirettamente, attraverso interventi digitali realizzati da Lorenzo Ceva Valla, dalle lastre in vetro verghiane. Queste, date le loro precarie condizioni, sono risultate troppo delicate per essere maneggiate: alcune lastre, infatti, hanno subito danni alle emulsioni (che in qualche caso si sono addirittura parzialmente distaccate per colpa dell'umidità) o sono state addirittura accidentalmente rotte.

La mostra "Giovanni Verga Scrittore Fotografo" ha anche una finalità benefica: il ricavato dei biglietti e del catalogo sarà devoluto alla sezione milanese della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori a sostegno del progetto "Strada della guarigione".

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07 settembre 2004
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