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In primavera la prima temporary exhibition della Fondazione Guggenheim a Palazzo Sant'Elia

Il Direttore Generale della ''Salomon R. Guggenheim'' a Palermo per visitare Palazzo Sant’Elia

21 gennaio 2004
La notizia dell’apertura di una ''filiale'' della Fondazione Guggenheim nel ristrutturato Palazzo Sant’Elia di Palermo, lo scorso anno aveva fatto sussultare gli amanti dell’arte della parte occidentale della Sicilia. L’apertura era stata poi annunciata per la primavera del 2003, con una mostra, si vociferava, sui grandi pittori russi del Novecento. Chi aveva sussultato alla sola notizia di una possibile apertura di un "Guggenheim Siciliano", al pensiero di poter vedere "dal vivo" opere di Chagall, Kandinsky o Malevich era entrato in uno stato di vera e propria fibrillazione.
Arrivò la primavera, poi passo. Arrivò l’estate. Passò pure lei. Arrivò l’autunno e del Guggenheim di Palermo non se ne sentì parlare più.
Flebili voci di corridoio, fra il settembre e l'ottobre del 2003, sussurravano si fosse spostata a data da definire l’apertura della filiale, per controlli, analisi e studi negli ambienti che avrebbero dovuto ospitare le opere d’arte, a Palazzo Sant’Elia.

Non se ne è saputo più niente fino a ieri,  quando a Palermo è arrivato, per la prima volta, ospite del presidente Francesco Musotto, Thomas Krenz, il direttore generale della Fondazione "Salomon R. Guggenheim" di New York, la prestigiosa istituzione culturale americana partner della Provincia per la realizzazione dell’unica sede museale per il sud Italia della "Collezione Peggy Guggenheim", sede italiana della Fondazione.
All’incontro tra Krenz e il capo dell’amministrazione di Palazzo Comitini erano presenti il direttore della Peggy Guggenheim Collection di Venezia, Philip Ryland, il vicepresidente della Provincia e assessore ai Beni Culturali, Giuseppe Colca, il responsabile per la conservazione delle opere d’arte della Fondazione, Paul Schwartzbaum, il curatore associato delle collezioni, Luca Barbero, il consulente tecnico Roberto Bergamo, gli architetti della Provincia, Rosa Di Benedetto e Francesco Barbato, curatori del progetto di restauro e riuso di Palazzo Sant’Elia, gli esperti della "Panstudio" di Bologna, autori del progetto per l’allestimento delle sale settecentesche in vista della destinazione a sede espositiva.

"L’incontro di stamani (ieri mattina) – ha commentato il presidente Musotto – è di grande valore, perché testimonia il totale accordo che lega l’amministrazione con i vertici della Fondazione in America e che darà vita, in primavera, alla mostra sperimentale a Sant’Elia, la cosiddetta "temporary exhibition", che proporrà in una sala del Palazzo il particolare modulo espositivo adottato dalla Fondazione". Krenz ha definito il progetto nato dall’accordo con la Provincia "molto valido e interessante", confermando le aspettative della Fondazione sulle potenzialità di Sant’Elia e di Palermo. "Siamo una terra vergine, totalmente proiettata verso il futuro – ha detto Musotto - La Sicilia dialoga con l’Europa, che si va allargando verso sud, e, allo stesso tempo, è rivolta alla complessa realtà del Mediterraneo. Per questo motivo investire in cultura in questa terra è un’esperienza unica, che non può essere paragonata a nessun altra".
La visita di Thomas Krenz è proseguita nei saloni di Palazzo San’Elia, dove l’ospite di New York ha potuto rendersi conto in prima persona dello stato dei lavori dei restauri. A Krens sono state mostrate inoltre le planimetrie del settecentesco Palazzo e il progetto per l’allestimento. Al termine, Musotto ha accompagnato la delegazione italo-americana in un rapido giro a piedi nel centro storico.

Per gli appassionati d’arte, un’altra attesa fino a primavera. Speriamo bene.

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21 gennaio 2004
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