La Phiale d'oro di Caltavuturo

Trafugata, contesa, giudicata falsa prima e autentica poi, adesso esposta al pubblico

27 giugno 2002
Rilanciamo un contributo di Paola Nicita
apparso ieri sulle pagine del quotidiano La Repubblica


Trafugata, contesa, inseguita dal Mediterraneo all'Atlantico, giudicata falsa prima e autentica poi.

Ha il sapore di un intrigo internazionale a lieto fine la storia della "Phiale Mesomphalos", meglio nota come Phiale d'oro di Caltavuturo, che da domani pomeriggio (oggi, per chi legge) potrà finalmente essere ammirata dal pubblico dopo la fugace apparizione di due anni fa durata solo poche ore, da domani la Phiale sarà visibile in occasione dell'esposizione "Sicani, Elimi e Greci.

Storie di contatti e terre di frontiera", organizzata a Palazzo Belmonte Riso dalla Soprintendenza di Palermo insieme alla Regione Siciliana. Un'occasione molto attesa, che restituisce all'Isola un frammento significativo della sua storia, portando per la prima volta alla pubblica fruizione la celebre coppa aurea per le libagioni del IV secolo avanti Cristo, considerata una testimonianza di eccezionale rarità della cultura greca in Sicilia.

Ritrovata casualmente nel 1980 durante i lavori per l'installazione di alcuni pali elettrici nella zona archeologica di Caltavuturo, la Phiale è stata protagonista di un giallo intricatissimo. Passò dalle mani di Vincenzo Cammarata a quelle di un antiquario di origini ungheresi, tale William Veres, che la portò in Svizzera. Da qui il reperto aureo giunse a Londra, acquistato da Robert Haber, titolare della "Haber & Company Ancient Art" di New York e nel '91 venne acquistato dal collezionista americano Michael Steinhaedt per un milione e 200 mila dollari.

Sequestrata dal suo appartamento e richiesta dalle autorità italiane dopo cinque anni di vertenza, la Phiale viene restituita nel febbraio dello scorso anno, grazie anche all'intervento del sostituto procuratore di Termini Imerese Frank Di Maio. Al centro dello scandalo montato dall'ex agente della Cia Robert Hect, tra i più potenti mercanti d'arte del mondo, la Phiale è "un falso" per Cammarata, che dice di possedere calco e punzone.

Un escamotage per trasformare l'accusa contro di lui da ricettazione in truffa. Ma nel processo a suo carico che inizierà il 14 ottobre, Cammarata dovrà rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa e ricettazione.

Paola Nicita

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27 giugno 2002

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