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La Phiale d'oro torna a casa

Dopo un vissuto rocambolesco, fatto di furti e contese, il piatto ellenico d'oro massiccio ritorna sulle Madonie

11 marzo 2004
La famosa "Phiale d'oro", dopo un vissuto rocambolesco alle spalle, eposizioni in tutto il mondo, ammirazione e celebrazioni, trova finalmente un'abitazione stabile nell'Antiquarium di Himera.
Il piatto ellenico d'oro massiccio scoperto a Caltavuturo nei primi anni Settanta grazie a un'indagine archeologica condotta nella zona di Monte Riparato, finì poi in America nelle mani di un collezionista.
Il reperto è tornato in Italia nel 2000 dopo una contesa tra il nostro Paese e gli Stati Uniti durata anni, che si concluse alla fine del 1999 con la decisione della Corte Suprema che ha dato ragione all'Italia, consentendo il ritorno della Phiale alla sua terra di origine.

La disputa sulla Phiale ha diviso il mondo culturale negli Usa: con l'Italia si erano schierati i 2.500 archeologi dell'Archeological Institute of America, convinti che il piatto fosse il simbolo del "sacco dell'Italia" da parte dei tombaroli. Al fianco di Michael Stenhardt, ultimo proprietario, che sosteneva come la confisca del piatto avrebbe messo a repentaglio le collezioni d'arte di altri "innocenti americani", era scesa in campo l'associazione dei musei. Il piatto, di natura cerimoniale, è rimasto chiuso per anni nei caveaux della dogana di Manhattan, fino a quando non è stato riconsegnato all’Italia.
Fino ad ora il prezioso reperto, che ha un diametro di 23,75 centimetri, un'altezza di 3,7 centimetri e pesa 982,40 grammi, è stato custodito dalla sovrintendenza ai Beni culturali ed ambientali, dopo l’esposizione che comincia oggi inserita nel progetto "Salvalarte Madonie", l'Antiquarium di Himera verrà attrezzato appositamente per ospitare definitivamente il reperto.

Il "trasloco" della Phiale d’oro è stato annunciato l'altro ieri dall'assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata alla presentazione di "Salvalarte Madonie", il viaggio tra i tesori artistici e naturali del Parco delle Madonie.
La carovana "Salvalarte Madonie", è un’iniziativa promossa da Legambiente Sicilia in collaborazione con l’Ente parco, Arpa Sicilia e le amministrazioni comunali dell’area delle Madonie. Il progetto si propone di riscoprire e valorizzare i tesori culturali nascosti al fine di renderli fruibili turisticamente e culturalmente, e sarà anche l'occasione per lanciare altre iniziative, fra le quali, la tutela dei "monumenti" della natura: per esempio la quercia secolare che si erge sopra Castelbuono, che ha oltre 1.400 anni, più vecchia dello stesso Duomo di Cefalù.
La carovana si snoderà fino al 21 marzo lungo i Comuni di Castelbuono, Ganci, Geraci Siculo, San Mauro Castelverde, Pollina, Cefalù, Gratteri, Collegano, Polizzi Generosa, Petraia, Soprana e Sottana.

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11 marzo 2004
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