Le ''Impervie dimore'' del pittore siciliano Ugo Attardi, in mostra a Palermo

A Palazzo dei Normanni una retrospettiva che documenta cinquant'anni d'indefessa coerenza

15 ottobre 2003


''Impervie dimore''
retrospettiva di Ugo Attardi

Palazzo dei Normanni, Palermo. Fino al 4 novembre
da lunedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19.30/ domenica dalle 10 alle 13


Chi, in questo periodo, si troverà in visita a Palermo, ed esattamente a Palazzo dei Normanni, al centro del Cortile Maqueda, si ritroverà di fronte ad Ulisse.
E’ il bronzo, alto tre metri, una delle tre copie esistenti della statua di Ugo Attardi, che annuncia la mostra antologica del pittore siciliano, intitolata "Impervie dimore". Ricca di una cinquantina di opere - molte di vaste proporzioni-, inaugurata nelle Sale del Duca di Moltalto dello storico palazzo oggi sede dell'Assemblea regionale siciliana, la mostra resterà aperta fino al 4 novembre

È dunque Ulisse - l'uomo mitico proteso verso sempre nuovi traguardi - ad aprire con "I'implacata avida determinazione, della conoscenza", la rassegna che documenta, con le opere dal 1947 al 2003, cinquant'anni di un'attività pittorica svolta all'insegna del rigore e defila coerenza.
I primi quadri del 1947 e del 1949, qui esposti, risentono dell'adesione di un Attardi giovanissimo al movimento di orientamento astratto «Forma 1». Fu un'espressione creativa riferibile al momento sociale, politico e culturale dei Paese, che venne tuttavia superata dalla successiva accettazione di temi più vicini all'uomo moderno sentito dal pittore come vittima della violenza del mondo contemporaneo.

Le tonalità rosse che vivificano le sue levigate modelle senza veli caratterizzano una pittura che si esprime quasi sempre nel chiuso di stanze architettonicamente squilibrate, popolate di donne misteriose, di folletti inquietanti e talvolta di piccoli mostri e di assassini in miniatura pronti a violare e a uccidere. Di qui il titolo della mostra «Impervie dimore» con il quale - dice l'artista presente all'inaugurazione - "ho voluto rappresentare questo nido, spesso teatro di accadimenti tragici.. nel quale si consumano tante contraddizioni per l'addensarsi di umori che possono talvolta sfociare in situazioni di follia".

Tra le opere più recenti, va notato un quadro di angoscia, "Predicazione tra immagini irriverenti", un olio del 2001, nel quale un Papa stanco, dalla testa reclinata (presagio e immagine della sofferenza fisica di Giovanni Paolo II), viene turbato dal mondo di violenze che lo circonda. Va anche notato "Palinuro in New York", altro vasto olio del 2002, realizzato dopo la tragedia dell'11 settembre. L'uomo che precipita dal grattacielo invaso dalle fiamme vede - per l'ultima volta - un mondo festoso e colorato dipinto con toni da opera astratta a voler sottolineare, con l'evidente contrasto tra il tripudio cromatico e l'angoscia dell'uomo che sa di morire, il dramma che si sta consumando.


Cenni biografici
Ugo Attardi nasce a Sori, presso Genova, il 12 marzo 1923 da genitori siciliani. Il padre è sindacalista nella Federazione dei Marittimi. L'anno seguente la famiglia ritorna in Sicilia, dapprima a Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento, e pochi anni dopo a Palermo. In questa città Attardi frequenta il Liceo Artistico.
Nel 1941 si iscrive alla Facoltà di Architettura, che non può frequentare a causa della guerra. Nel 1945, giunto a Roma, comincia l'attività di pittore e partecipa ai fermenti culturali di quegli anni.
Nel 1948, con Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato, dà vita al movimento di orientamento astratto Forma Uno. Un'esperienza che dura poco perché la sua natura lo spinge verso altre consapevolezze ed altre visioni.
Nel 1952 e nel 1954 partecipa alla Biennale di Venezia. Espone a Roma nel 1951 alla Galleria Pincio e nel 1956 alla Galleria Tartaruga. In questi stessi anni inizia la sua produzione incisoria, che dura tuttora e che fa di Attardi, per la maestria del segno, oltre che per la forza dei contenuti, uno dei nostri incisori più complessi e significativi. Tra il 1964 e il 1967, scrive il romanzo "L'erede Selvaggio" che, pubblicato nel 1970, vince il Premio Viareggio 1971 per la narrativa.
Nel 1983 il centro Georges Pompidou di Parigi gli dedica una grande manifestazione e un balletto ispirato alle sue sculture. 
Nel 1986, in occasione del Quarantennale della Repubblica, realizza il grande bassorilievo bronzeo "Per la Libertà", collocato in Via Lucullo a Roma. 
Nel 1988 realizza il complesso monumentale "Il vascello della Rivoluzione", concepito come omaggio della cultura italiana in occasione del Bicentenario della Rivoluzione Francese. 
L'anno successivo l'opera viene esposta a Parigi e poi , in via definitiva, ai giardini dell'Eur a Roma. 
Nel 1992 esegue il grande bassorilievo "I sogni del Re Normanno" per la nuova aerostazione di Palermo - Punta Raisi. 
Nel 1993 realizza il complesso monumentale "Nelle Americhe", opera esposta definitivamente a Buenos Aires nella Plazoleta Tucumàn. 
nel 1997 l'"Ulisse" di Ugo Attardi, monumentale scultura in bronzo, viene installata nel Battery Park City di New York; nel 1998  una scultura gemella viene posta in permanenza in Palazzo Valentini a Roma.  

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15 ottobre 2003

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