Memoria e libertà

Il 25 aprile ricorre il 58° anniversario della liberazione dell'Italia dal nazifascismo

24 aprile 2003
Il 25 Aprile del 1945 si concluse il lungo e tormentato percorso che permise al popolo italiano di riconquistare la libertà, la democrazia, la dignità ed i diritti che erano stati calpestati e distrutti dalla dittatura fascista.
Oltre venti anni caratterizzati da persecuzioni, stragi, da leggi liberticide e razziste, culminati negli orrori di una tremenda guerra scatenata assieme all’alleata Germania nazista che provocò nel nostro Paese ed in Europa enormi distruzioni e la morte di decine di milioni di persone.
Dalla Liberazione è nata la Costituzione della nuova Italia democratica.
Nel riconoscere la PACE valore supremo ed irrinunciabile, da perseguire sempre nei rapporti tra Stati e popoli, all’Art. 11 si afferma: LItalia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.


Gli appuntamenti a Catania:

Un corteo del 25 Aprile, con concentramento in Piazza Duomo alle ore 9.30.
Una corona di alloro sarà collocata nel cortile del Palazzo di Città a fianco la lapide che ricorda 35 martiri catanesi della Resistenza. Lungo il percorso del corteo, in P.za Macchiavelli, una corona d¹alloro sarà messa sotto la lapide che ricorda i patrioti catanesi Graziella e Salvatore Giuffrida, assassinati dai nazifascisti a Genova nel 1944.
Conclusione in Piazza Dante e comizio di partigiani dell’ANPI di Catania.

''Memoria e Libertà''
Giorno 28 aprile ore 16.30 – Liceo Classico Cutelli (Via Firenze 202) convegno in ricordo del prof. Carmelo Salanitro ucciso nel lager nazista di Mauthausen.
Promossola  ANPI ­ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - Catania


Chi era Carmelo Salanitro
Il 24 Aprile 1945, nel campo di sterminio di Mauthausen, moriva, assassinato nelle camere a gas, il Prof. Carmelo Salanitro, di Adrano, professore di lettere presso il Liceo Cutelli di Catania.
Salanitro, arrestato il 15 novembre 1940, era stato deportato in quel lager a seguito di una condanna del Tribunale Speciale Fascista a 18 anni di reclusione, condanna inflittagli perché riconosciuto colpevole di reati quali avere in tempo di guerra ''istigato i militari a non combattere'', ''avere offeso l’onore ed il prestigio del Capo di Governo e del Capo dello Stato Tedesco'', ''vilipendere la Nazione Italiana''.
La polizia fascista aveva infatti accertato che il Prof. Salanitro dattiloscriveva personalmente dei volantini che depositava clandestinamente nei locali della scuola dove insegnava ed in altri luoghi delle città di Catania e di Adrano.
Oggi si ricorda il sacrificio e l’impegno civile di un uomo che in solitudine, in un ambiente ostile, obbedendo ad un imperativo etico, ha messo in gioco la propria esistenza per gli ideali universali in cui credeva: la pace e la libertà.

Fonte: Erroneo.org

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24 aprile 2003

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