Metà delle persone che vivono a Sud sono a rischio povertà

Un italiano su quattro al Meridione si trova in grave disagio economico. Gli anziani sono quelli che soffrono di più

18 dicembre 2013

Quasi la metà (il 48%) dei residenti nel Mezzogiorno è a rischio di povertà ed esclusione sociale nel 2012 e oltre uno su quattro (25,2%) vive in grave disagio economico.
Lo rileva l'Istat che sottolinea come nel Sud e nelle isole ci sia l'aumento più marcato delle persone che vivono in severa deprivazione. L'incremento è infatti di 5,5 punti dal 2011, contro i 2 punti del Nord (dal 6,3% all'8,3%) e i 2,6 punti del Centro (dal 7,4% al 10,1%). Inoltre, al Mezzogiorno i redditi familiari risultano più bassi del 27% rispetto al Nord.

La metà delle famiglie residenti in Italia ha, nel 2011, un reddito netto non superiore a 24.634 euro l'anno (circa 2.053 al mese). Nel Sud e nelle Isole il 50% delle famiglie percepisce meno di 20.129 euro (circa 1.677 euro mensili). Inoltre il 20% più ricco ottiene il 37,5% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta l'8%. Dopo l'aumento tra il 2009 e il 2010, sono stabili sia la disuguaglianza misurata con l'indice di Gini sia la quota di reddito posseduta dal 20% più ricco e più povero.
Il rischio di povertà o esclusione sociale è più alto per le famiglie numerose (39,5%) o monoreddito (48,3%); aumenti significativi si registrano tra gli anziani soli (dal 34,8% al 38,0%), i monogenitori (dal 39,4% al 41,7%), le famiglie con tre o più figli (dal 39,8% al 48,3%), se in famiglia vi sono almeno tre minori. Nel 2011, la severa deprivazione tra le persone in famiglie a prevalente reddito da lavoro autonomo era più contenuta (7,1%) di quella osservata tra i membri delle famiglie con redditi da lavoro dipendente (10,7%); nel 2012 la differenza si riduce in misura significativa (12,6% contro 13,7%) a seguito dell'aumento più consistente rilevato tra i membri delle famiglie del primo tipo.

Secondo i dati presentati durante il Consiglio direttivo della Federazione Pensionati della Cisl Palermo Trapani, la povertà dilaga particolarmente tra i pensionati siciliani.
A Palermo gli over 65 sono 253.285 e la media delle pensioni non supera i 667 euro mensili, stessa situazione a Trapani, dove su 95mila pensionati, 64.800 percepiscono una pensione al di sotto dei 500 euro. Più in generale in Sicilia i pensionati sono 1.013.803, con una media di 676 euro e ben l'82% delle pensioni dell'Isola non supera la soglia fra i 500 e i 750 euro, uno dei dati regionali peggiori d'Italia.
Dal sindacato arriva così la richiesta di modifica della legge di stabilità, che passi attraverso l'indicizzazione delle pensioni. "Una richiesta rimasta inascoltata negli anni - dice Mimmo Di Matteo, segretario Fnp Cisl Palermo Trapani -, che ora più che mai, con l'aumento delle aliquote Irpef, le addizionali comunali, la Tares, l'Imu e la tassazione locale, appare quanto mai necessaria. E' ora di intervenire ormai buona parte degli anziani vive al di sotto della soglia di povertà".

Le parti sociali chiedono la salvaguardia del potere d'acquisto delle pensioni attraverso l'applicazione del meccanismo dell'indice prezzi al consumo armonizzato, già in atto per salari e retribuzioni, e l'estensione della quattordicesima mensilità. "Le politiche sociali vanno potenziate con un Fondo unico regionale che raccolga e programmi tutte le risorse in modo che vengano spese al meglio e con obiettivi più precisi e mirati - conclude Di Matteo -. Le risorse per le politiche sociali previste dalla finanziaria sono sempre di meno, i comuni dispongono di pochi fondi e di contro il bisogno si allarga".

EMERGENZA POVERTÀ A LIPARI - D'estate è l'isola delle vacanze per migliaia di turisti, d'inverno gli abitanti restano soli a combattere contro la crisi. A Lipari è emergenza povertà e per le tante storie di disagio il sindaco dice: "Possiamo fare ben poco". Marco Giorgianni, sindaco della maggiore isola delle Eolie, segnala: "Ogni giorno dietro la mia porta c'è un pellegrinaggio, tutti cercano lavoro e case".
Tra i casi di prima emergenza c'è quella di una famiglia di sei persone: marito disoccupato, moglie casalinga e quattro figli, compresa una ventenne al settimo mese di gravidanza. Vivono in uno scantinato di 20 metri quadri, con un bagno che se piove non può essere utilizzato, del rione Canneto. A trovare loro un'abitazione è stata l'associazione 'L'oasi delle misericordia'. Nella stessa zona, assaltata d'estate dei turisti per il suo mare, un uomo senza casa vive in una barca.

"Conosco bene le storie - sottolinea Giorgianni - e per le case popolari ho già fatto avviare un'indagine e posso dire che presto faremo chiarezza per stabilire se vi sono appartamenti vuoti o utilizzati da persone senza averne titolo. Per le due famiglie - annuncia il sindaco di Lipari - vedremo anche di poter disporre di qualche contributo da parte dei servizi sociali".

- Via al reddito minimo regionale ma solo per 4000 famiglie di Gioia Sgarlata (Repubblica.it)

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18 dicembre 2013

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