Nell'anno del suo 7° centenario, scopriremo il volto di Francesco Petrarca

Un gruppo di periti apriranno oggi ad Arquà, nel padovano, la tomba del ''Canzoniere''

18 novembre 2003
Una equipe di periti, coordinata dal prof. Vito Terribile Wiel Marin, esaminerà per alcuni mesi i resti mortali di Francesco Petrarca (Arezzo 1304 - Arquà 1374) e tutto il contenuto dell'arca sepolcrale in cui il poeta venne riposto nel 1380, sei anni dopo la morte avvenuta nella cittadina dei colli Euganei in cui trovò piacevole rifugio negli ultimi anni della sua vita.

Oggi, 18 novembre, una gru solleverà il coperchio dell'arca posta nel piazzale accanto al Duomo della cittadina e gli esperti daranno il via al loro lavoro. I resti, dopo un rilievo in loco, saranno trasferiti in un locale appositamente attrezzato dove i periti, ciascuno per l'aspetto di propria competenza, avvieranno gli esami previsti in un preciso protocollo scientifico. Alcuni minuti frammenti saranno prelevati ed inviati ai laboratori di Tucson in Arizona per la datazione con il carbonio 14.
L'obiettivo della ricognizione, resa possibile dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è duplice: verificare lo stato di conservazione delle ossa (potrebbe esserci il pericolo di attacchi microbici) e ridare un volto fisico al Poeta.
Si sa che nel corso di una ispezione scientifica condotta nel 1873 il cranio del Poeta si ridusse in frammenti.

Questi saranno ricollocati al loro posto e sarà così possibile, con l'aiuto di particolari programmi informatici, giungere alla ricostruzione tridimensionale del volto di Petrarca. Dall'esame delle ossa si potrà dare anche una figura precisa dell'uomo che cantò Laura, capire se fosse alto o basso, grassottello o minuto, correggendo, grazie a tecnologie e metodi più aggiornati, alcuni dati assolutamente improbabili emersi dagli studi avvenuti durante la precedente ricognizione del 1873.
Si potranno anche verificare le eventuali patologie dello scheletro del Petrarca, quali artrosi, osteoporosi e la reale consistenza dei danni prodotti dal calcio del cavallo che lo colpì nel 1350 mentre si recava a Roma per il Giubileo.

Si verificherà anche cosa sia stato effettivamente sottratto dal furto perpetuato nel 1630 da un frate che per esso venne condannato all'esilio perpetuo da Venezia.
Mentre anatomopatologi, ortopedici, dontostomatologi, genetisti lavoreranno intorno alle ossa, altri esperti si occuperanno degli eventuali reperti di tipo diverso che è presumibile possano trovarsi all'interno dell'arca, dai resti di tessuti e di legni, a monete, documenti, pietre e persino resti di piccoli rettili, larve, pupe infiltratesi nel sarcofago e qui imprigionati. Anche pollini e cristalli saranno oggetto di rilievi.
La pace di Petrarca all'interno della sua tomba è stata spesso violata e non sempre per giustificati motivi come avviene oggo.
La fama universale del Poeta ha attratto una attenzione quasi feticistica intorno alla sua tomba sollecitando persino il furto sopra menzionato, compiuto da un frate alla mezzanotte del 27 maggio 1630, dopo aver "spezzato l'angolo di mezzodì del sarcofago".
L'ultima traslazione, imposta dal pericolo di bombardamenti, risale al 1943 quando le ossa del poeta vennero nascoste nei sotterranei di Palazzo Ducale a Venezia, protette da grosse lastre di marmo, per tornare ad Arquà a guerra conclusa.

Il professor Vito Terribile Wiel Marin, incaricato della attuale ricognizione, è fra i maggiori specialisti al mondo di paleopatologia. Ha già all'attivo ben sessanta interventi analoghi e tra essi quelli condotti sui resti di Sant'Antonio e dell'evangelista Luca.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha finanziato questo intervento nell'ambito di iniziative promosse in occasione del 7° centenario, che prevede anche il restauro dell'Oratorio della Santissima Trinità, della Loggia dei Vicari e della Torre Campanaria, contigui alla Casa del Poeta, sempre ad Arquà Petrarca.
La stessa Casa, per iniziativa del Comune di Padova che ne è il proprietario, verrà riallestita ospitando, oltre allo studiolo e alle altre testimonianze del Poeta, anche delle sezioni informative e documentarie sulla sua vita e opere.
Ad Arquà il Poeta giunse nel 1369, stanco del continuo peregrinare, ormai anziano e malato. Qui si fece riadattare una casa, probabilmente donatagli da Francesco I Da Carrara, signore di Padova e suo estimatore, eleggendola a proprio rifugio. Vi trascorse in pace gli ultimi anni di vita, circondato da nuovi e vecchi amici e dai familiari: la figlia Francesca, il genero Francescuolo da Brossano, la nipotina Eletta. Qui continuò ad attendere ai suoi studi. Qui infine morì nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1374, reclinando il capo sui suoi amati libri.

Ancora nell'ambito del settimo centenario della nascita di Petrarca, occasione che ha stimolato tutte le iniziative, verrà allestita, nella prossima primavera a Padova, sempre per iniziativa di quel Comune, una grande mostra dedicata a Petrarca e Padova.
I risultati delle ricerche condotte dal gruppo di periti (che prestano, in omaggio al Petrarca, gratuitamente la loro opera) saranno illustrati nella prossima primavera nel corso di un convegno di studi su Francesco Petrarca previsto nell'ambito del programma regionale di celebrazioni per il settimo centenario del Poeta.

Fonte: Aise

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18 novembre 2003

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