Nella terra di re Morges

Agorà, macellum, teatro, case e cortili ornate da mosaici e affreschi di bellezza straordinaria

08 ottobre 2003
All'estremo limite orientale dei monti Erei, in posizione strategica sul  monte Cittadella, sorge Morgantina: uno dei siti archeologici più ricchi di fascino che la storia della Sicilia ellenistica ricordi. In un ambiente naturale solitario e perfettamente conservato, il sito è pianeggiante e circondato da colline a strapiombo che lo rendono facilmente difendibile. La zona di Serra Orlando è stata abitata fin dall'età del bronzo. Durante l'età del ferro, un insediamento sulla collina diviene il fulcro della zona. E qui che viene fondata Morgantina. La città prende probabilmente il nome dal re dei Morgeti, popolazione italica proveniente dall'italia centro-meridionale. Nel V sec. a.C. il centro viene rifondato in un luogo poco distante, a Serra Orlando. Gli scavi condotti qui dal 1955 hanno riportato alla luce i resti di questo centro siculo, colonizzato dai Greci e rimasto importante fino al I sec. d.C. quando viene abbandonato. Gli scavi si estendono in una piccola vallata e sulle due colline che la racchiudono. Si delineano l'agora, un piccolo teatro e, sulla collina a nord, alcuni mosaici al riparo sotto tettoie.

Cultura greca e sicula si fondono armoniosamente in questi luoghi dove l'integrazione tra queste due culture è testimioniata dai numerosi reperti archeologici ritrovati.
Gli scavi più importanti iniziano soltanto nel 1955 e sono guidati da due archeologi dell'università americana di Princeton: Sjokwist e Allen. Dagli scavi è emerso che il  primo insediamento abitativo risale al XII sec. a. C., quando giunsero i Morgeti guidati dal re Morges. Gli scavi hanno rivelato le strutture dell'antico centro abitato che raggiunse il suo massimo splendore in età ellenistica e romana, tanto che le tracce di quest'epoca sono preminenti su quelle anteriori. I monumenti greci di Morgantina sono strettamente associati a quelli romani.

Quelli di maggiore interesse sono: la cinta muraria, una fortezza, alcuni sacelli, l'agorà, il macellum, il teatro e soprattutto un quartiere residenziale di abitazioni signorili, con case e cortili, ornate da mosaici e affreschi, disposte su una rete stradale ortogonale e digradanti verso l'agorà. Si riconoscono pure le fornaci per la produzione della ceramica. Sepolti dopo secoli sotto metri di detriti, hanno rivisto la luce  il grande teatro (III sec. a.C.) edificato non lontano dall'agorà , dedicato al dio Dioniso. Questo teatro aveva 5000 a sedere a testimonianza dell'incontro tra filosofi, pensatori e amanti della cultura ed ancora oggi ospita numerose manifestazioni culturali . Vicino al teatro è ubicata un imponente scalinata della fine del IV sec. a.c. usata forse per assemblee, oppure come luogo di culto per divinità sotterranee.
Inoltre vi sono anche i ruderi di un santuario con annesso un cortile che conserva, quasi intatto, un  altare cilindrico destinato al culto delle divinità della terra (Demetra e Kore).
Da non perdere la "casa del capitello dorico" o del saluto, che da il benvenuto al visitatore con la frase "stai bene!", riportata nel peristilio e poi ancora la "casa del Magistrato", nella zona ad ovest della collina,  con ben 24 stanze attorno a due cortili in cui si entrava attraverso un vestibolo (trasformato nel II sec. a. C. nella bottega di un vasaio), la casa "delle monete d'oro","dei capitelli tuscanici", "del Ganimede", ecc..

I coloni greci arrivarono a Morgantina intorno al 560 a.c. Distrutta nel 459 da Ducezio, capo del movimento d'indipendenza siciliana contro i Greci, gravitò poi nell'orbita di Siracusa raggiungendo nel 300 a.C. grande prosperità. La definitiva decadenza fu dovuta all'alleanza con i Cartaginesi contro i Romani durante la seconda guerra punica, per cui fu assegnata per punizione ai mercenari iberici. A testimoniare la rilevanza di questo sito archeologico nel mondo è la Venere di Morgantina trafugata dalla Sicilia che si trova adesso in California. Scolpita in Sicilia nel V secolo a.C., è stata acquisita nel 1988 - in maniera non limpida - dal J. Paul Getty Museum di Malibù (California). Dopo una lunghissima querelle tra l'Italia e il J. Paul Getty Museum, l'estate scorsa il direttore del museo californiano ha raggiunto un accordo col nostro Ministero dei Beni Culturali e, insieme ad alcune opere d'arte antica, la Venere di Morgantina tornerà in Sicilia. Il viaggio, che la porterà nel museo di Aidone, avverrà nel 2010.

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08 ottobre 2003

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